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Mahatma Gandhi
La non violenza 

Gandhi era, scrisse un suo biografo, « l'uomo venuto dal monte, che sa trattare con accortezza gli affari nella vallata ». In duecento anni di ribellione violenta e rivoluzionaria al dominio britannico l'India non aveva cornpiuto la centesima parte
del cammino verso la liberazione che Gandhi superò in vent'anni di  « ashima».
Quando, nel secondo dopoguerra, l'Inghilterra concesse all'India l'indipendenza, cosa  la indusse a cedere «gratuitamente» ciò che aveva sempre rifiutato contro ogni minaccia?
La purezza dell'uomo « venuto dal monte» è  sempre stata fuori discussione: ma la storia ha rivalutato anche l'acutezza della strategia con cui egli condusse gli « affari della vallata ».
Tutto cominciò con la « marcia del sale» nel 1930.
Gli Inglesi avevano imposto una forte tassa sul sale, che colpiva soprattutto le classi poverissime.
Da Ahmedbad, con un seguito all'inizio di poche decine di persone, Gandhi discese a piedi verso il mare.
Camminò per ventiquattro giorni, e la folla dei diseredati gli infitti attorno fino a divenire, al termine della lunga marcia, centinaia di migliaia di persone; davanti al mare il Mahatma raccolse dell'acqua in una ciotola, la lasciò essiccare e ne
trasse il sale, naturalmente rifiutando di pagare  la tassa.
Fu incarcerato: ma alla lunga l'Inghilter ra, nell'interesse anche dei suoi commerci futuri, scelse di arretrare di fronte a una massa che, disarmata, era piil forte di lei per numero e per compattezza di ideali.


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