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Poesia di Luigi Fiacchi
Il Corvo e il Cacciatore

Da fame insopportabile
Un certo Corvo afflitto
Mesto sen già cercandosi
Per la campagna il vitto:

Poi ch' ebbe fatte il misero
Mille ricerche vane,
Ecco la sorte cangiasi,
Ecco ritrova un pane.

Qui se farà la critica
Qualche censore astuto,
Dirò che appunto avealo
Un cacciator perduto.

Passare alla dovizia
Dal massimo bisogno,
Sorte per noi suoi essere
Figlia talor d' un sogno.

Per lui fu vera: e subito
Tanta allegrezza il vinse,
Che dal suo sen con impeto
Voci di gioia spinse.

Mangia; ed ancor non calmasi
Il giubbilante affetto:
Prende un boccon l' esofago,
Poi manda un grido il petto.

A tal clamore insolito
Accorre il Cacciatore:
Vede il Corvo; a lui scarica
La botta, e il Corvo more.

Per far cotanto strepito
Quel Corvo ebbe la morte.
Tu chetamente goditi
Quel che ti da la sorte.

Luigi Fiacchi detto  Clasio

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