Vive in perpetua contradizione con se medesimo
di Lorenzo de' Medici
Sonetto XV
Io seguo con disio quel piú mi spiace,
e per piú vita spesso il mio fin bramo,
e per uscir di morte morte chiamo,
cerco quiete ove non fu mai pace.
Vo drieto a quel ch’io fuggo e che mi sface,
e ’l mio nimico assai piú di me amo,
e d’uno amaro cibo non mi sfamo,
libertá voglio e servitú mi piace.
Tra ’l foco ghiaccio, e nel piacer dispetto,
tra morte vita, e nella pace guerra
cerco, e fuggire ond’io stesso mi lego.
Cosí in turbido mar mio legno reggo:
né sa tra l’onde star né gire a terra,
e cacciato ha timor troppo sospetto.
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