
Poesia di Leonardo Sinisgalli
Due poeti ai giardini
Bolsi nella ghiaietta sotto gli olmi
ammirano le foglie
ancora verdi, trasparenti
a fine ottobre.
Non c'erano venuti mai
insieme tantI annI.
Sono qui tute le mattine alle undici
per consiglio dei medici
Girano a passi piccoli,
il luogo non è immenso,
o percorrono m un ora
sempre nello stesso senso.
Quando stanno meglio
possono camminare spediti
fanno una visita
al Museo di Storia Naturale.
Guardano i mammut, i cristalli,
gli scheletri dei pesci e degli uccelli:
teste grandi come teatri, ossa
sottili come aghi. Siedono
sulla panchIna davantI al lago.
Leonardo Sinisgalli laurea in ingegneria. Non è una nota marginale, ma la chiave indispensabile per comprendere la sua poesia non sempre
facile. Attraverso la passione per la scienza e la matematica, passa il significato del suo linguaggio poetico, attento al più piccolo particolare, all'evidenza fisica di esso, come all'orizzonte più vasto.
Nella poesia Sinisgalli vede la sintesi del sapere, un sapere totale di cui le leggi coincidono con quelle della scienza. Viene alla mente Leonardo Da Vinci, che, dallo studio e dalle intuizioni geniali sulla nascita dei monti, traeva ispirazione per lo sfondo sfumato della Gioconda.
