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Poesie di Johan Wolfang Goethe,

Poesia di Johann Wolfang Goethe
Il re di Tule

Fedel sino a l'avello
Egli era in Tule un re:
Mori l'amor suo bello,
E un nappo d'òr gli diè.
Nulla ebbe caro ei tanto,
E sempre quel vuotò:
Ma gli sgorgava il pianto
Ognor ch'ei vi trincò.
Venuto a l'ultim'ore
Contò le sue città:
Diè tutto al successore
Ma il nappo d'or non già.
Ne l'aula de gli alteri
Suoi padri a banchettar
Sedè tra i cavalieri
Nel suo castello al mar.
Bevè de la gioconda
Vita l'estremo ardor
E gittò il nappo a l'onda
Il vecchio bevitor.
Piombar lo vide, lento
Empiersi e sparir giù;
E giù gli cadde spento
L'occhio e non bevve più.

Traduzione di Giosuè Carducci

Nell'isola di Tule, terra leggendaria ai confini dei mari del Nord, viveva un re. Con tutto il suo cuore egli aveva amato una donna, ora
morta, che prima di morire gli aveva offerto in dono una coppa d'oro.
Il re l'aveva conservata come la sua cosa piu preziosa, pegno di amore e di fedeltà: a quella sola coppa egli aveva bevuto, in quella aveva lasciato cadere le sue lacrime. Giunto vicino all' ultima ora, lasciò al successore tutte le sue ricchezze, ma non la coppa d'oro: in mezzo ai suoi cavalieri, nel salone del castello, il vecchio re per l'ultima volta vuotò la coppa d'oro, poi la lasciò cadere nell' acqua, né volle che altri potesse toccarla, tranne le onde del mare.

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