Poesia di Ippolito Nievo
Brani del giornale d'un poeta
Quando a posar la bocca io son più presto
sulla tua, disfiorare io non vorrei
la fresca rosa che sorride in lei
col più lieve de' baci, e sì m'arresto.
E se l'amar a dichiarar m'appresto
partitamente onde cagion mi sei,
temo s'appanni negli accenti miei
la purezza del tuo spirito onesto.
Però sto titubando, e tutto quanto
l'amar che pronto era sul labbro al volo
tornami dentro e si dissolve in pianto;
ma se da queste lagrime non sai
intender quanto d'esse io mi consolo,
al ben ch'io sento non salisti mai.
Fu tempo già che in non pensato accordo
i tuoi sorrisi, e gli occhi e le parole
mi beavano sì, che fatto sordo
era a ogni altra cagion ch'allegrar suole:
or di sospetti immobile rimordo
il mio povero cuore, e l'ore sole
dolci mi sono ove di quel ricordo
soavemente l'animo si dole.
Ond'è, mia vita che se a me rispondi
tenere cose, il guardo in sé raccolto
Sembra d'altro curar che mi nascondi?
E acerbo spesso è il tuo sorriso, e detti
d'amore in suono non d'amore ascolto?
«O mi tradisci, o del mio mal t'alletti!»
