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Il canto dei tessitori
di Heinrich Heine

Nell'occhio tetro non traccia di pianto.
Digrignano i denti e tessono intanto.
"Germania, tessiamo il tuo funebre lino
e dentro tessiamo l'anatema trino. ..
Tessiamo, tessiamo!
A Dio l'anatema, il Dio del cielo,
pregato da noi nella fame, nel gelo.
Invano aspettammo gli aiuti sperati,
ci ha sempre gabbati e sfottuti e scornati ...
Tessiamo, tessiamo!
Al re l'anatema, il re degli abbienti,
che regna insensibile ai nostri tormenti,
che spreme da noi fin gli ultimi soldi,
e poi ci fucilano i suoi manigoldi. ..
Tessiamo, tessiamo!
Corre la spola, scricchiola il banco,
tessiamo la trama con zelo mai stanco.
O Vecchia-Germania, tessiamo il tuo lino,
il funebre lino e l'anàtema trino Tessiamo, tessiamo! "

E' dei  primi anni del secolo XIX questo canto del poeta tedesco Heine, ma la sua violenza di protesta anticipa un atteggiamento che continuerà a manifestarsi fino ai nostri giorni.

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