Login

Pin It

Poesia di Heinrich Heine 
I due granatieri 

Tornavano in Francia i due granatieri,
dei Russi già prigionieri.
Nel campo tedesco appena arrivati,
chinarono il capo accasciati.
Là udirono entrambi la cruda novella:
la Francia ha perduto la guerra!
Battuta è un'armata di tanto valore...
E' preso l'imperatore!
I due granatieri, colpiti da tanto
annuncio, proruppero in pianto.
E l'uno diceva: L'antica ferita
mi brucia! Mi è peso la vita!
E l'altro: La bella canzone è finita!
Anch'io più non curo la vita.
Ma moglie e figliolo in patria ho lasciati,
s'io manco son rovinati.
Che importa la moglie, il figlio che importa,
mèndichino il pane a ogni porta;
nel petto una brama io nutro migliore...
Han preso il mio imperatore!
Tu questa preghiera mi devi esaudire:
s'io dunque dovessi morire,
fratello, il mio corpo con te porta in Francia,
sia sepolto in terra di Francia.
Col suo rosso nastro, la croce d'onore
mi devi posare sul cuore;
in mano il fucile mi devi adattare,
e al fianco la spada legare.
E come una scolta all'erta in ascolto,
così voglio stare sepolto,
fin quando il cannone io senta tuonare
e nitrendo i cavalli trottare.
E quando cavalchi il mio imperatore,
tra lampi di spade e fragori,
là sulla Mia tomba, io balzerò fuori...
per difendere il mio imperatore.

Forse nessuna fra le somme figure della Storia affascinò maggiormente la psicologia delle masse e dei singoli quanto quella di Napoleone Bonaparte.
Le sue epiche imprese, divenute subito leggendarie, i lineamenti della sua personalità, i mille aneddoti relativi al suo coraggio, alla sua geniale e folgorante intuizione, al suo tratto con gli umili e con i potenti, lo fecero apparire aureolato di grandezza tanto agli ammiratori quanto agli avversari. Soprattutto i suoi soldati, proprio coloro che ebbero maggiormente a patire nel corso delle sue interminabili e cruente campagne, furono quelli che sentirono più direttamente e più vivacemente il suo fascino e offrirono al loro generale, con ingenua spontaneità, un commovente tributo di fedeltà, di ammirazione, di devozione e di amore.
Il poeta tedesco Heinrich Heine, in una lirica musicata successivamente dal grande compositore Robert Schumann, fa parlare due anonimi granatieri della Grande Armata, reduci dalla prigionia in Russia dopo la rovinosa campagna del 1812, i quali apprendono la crudele notizia della sconfitta della Francia e della prigionia dell'Imperatore.
Il loro linguaggio, semplice e accrato, è la testimonianza lirica di una fede appassionata che va oltre la sconfitta, il sacrificio e la morte.


Pin It