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Poesia di Guido Ruberti
L'universale campana

Tu, o scienza: civiltà infernale
che armata di rbusto piccone
distruggi nel tuo corso fatale
ogni credenza ed ogni illusione,

che al sogno del nostro avvenire
le misere ali tarpasti:
mortale tutto ciò che amasti
vedrai come nebbia vanire...

Per gli ermi campi de l'ignoto
tu vorrai raggiungerlo e in vano,
ché andrai abbracciandolo nel vuoto
straziando il tuo cuor brano a brano.

Tu mira sul sommo di una oscura
torre una squillante campana:
così, vedi, è l'anima umana
su l'antenna de la sua sciagura

dondolante per l'aria disperati
rintocchi come palpiti leggeri,
chiamante a raccolta i suoi pensieri
all'ombra de i cuori desolati.

Oh, me pur tu chiamasti al tuo seno
ed io scienza, t'eressi un altare;
e seppi le ripulse amare
le punture di un acre veleno...

Pia madre è la scienza; una ardita
fiamma essa accende nel petto,
e consuma il tuo inerme intelletto
fin che non t'abbia tolta la vita. 

da Le Fiaccole

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