Poesia di Guelfo Civinini
Ballata delle falci
Discorron piano sotto al vecchio melo
gli uomini: di lontano un cane abbaia.
Falci d'argento splendono su l'aia,
un'altra d'oro è pendula nel cielo.
Le belle falci che argentò il lavoro
han già tagliato per tutta la valle
la mèsse d'oro, ed ogni spiga è piena:
su l'aia sgorgherà come un tesoro
sotto lo scalpitar delle cavalle
che l'uomo al giro della corda infrena.
Sul colle dove l'aria è più serena,
fra i peschi e i meli vagola una coppia.
«Ti ricordi che fuochi nela stoppia?»
Ma chiamano pel vespero quieto:
«Rosa! Guglielmo!» ed: «Eccoci!» risponde
una voce. O che fanno nel frutteto?
Mangian le pesche? Luccican le fronde
sotto la falce pendula nel cielo.
(da "L'urna", Alighieri, Roma 1900)
