Poesia di Giuseppe Lipparini
La balestra
Foggiata con un ramo di salcio
sul calcio di un vecchio fucile
lanciava stecchi vuoti di canapa
contro le rondinelle e le rane.
Una volta una rondine fu colpita
e cadde col volo spezzato.
Il fanciullo accorse gridando;
ma quando senti nella mano
la cosa piccola calda tremante,
nel crepuscolo da cui scivolavano i pipistrelli
mentre le stelle si staccavano dalle cime dei pioppi,
pianse.
E quel mio pianto di fanciullo
mi risorge ancora dal profondo cuore,
quando tendo l'arco del destino,
e qualcuno ne resta ferito nel mondo ...
Da Stati d'animo e altre poesie
L'Autore da piccolo con un ramo di salice applicato a un vecchio calcio di fucile si era foggiato una balestra con cui dava molestia agli uccelli e alle rane. Una volta gli accadde di colpire una rondine. Accorse festante; ma quando si senti nella mano la povera bestiola tremante scoppiò in un pianto desolato. Un pianto simile a quello sgorga anche ora dal cuore del Poeta quando, per raggiungere una meta, s'accorge di fare il danno di qualcuno dei suoi simili.
