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marelidodelsole
Poesia di Giovanni Prati
Oh che cielo!

Oh che cielo ! oh che mar ! Quella profonda
e doppia immensità quanti sospiri
mi trae dal cor ! di che malie m'inonda!
con che forza m'assorbe entro i suoi giri!

La man per gioco, o fanciulletta bionda,
non por sugli occhi miei: lascia ch'io miri
queste due glorie. A te né il ciel né l'onda
parlano: ed altro muove i tuoi desiri,

Te move il riso dell'età tua verde,
un'ape d'oro, una farfalla, un fiore:
me l'infinito ciel, l'onda infinita.

E in questi abissi il mio pensier si perde,
e mentre scherzi, o bimba, il pensatore
piange tra il vel delle tue rosee dita.

 Vi è veramente qualcosa di nuovo e di attraente nell'ultima produzione del Prati, per effetto del suo « malinconico raccoglimento sopra se medesimo, del suo restringersi nella cerchia delle più dirette impressioni, della tenace brama con la quale procurava il tener viva la giovinezza e la freschezza dell'immaginazione e di carezzare i suoi sogni di antico romantico » (Croce). 

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