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Canti di Castelvecchio
Poesia di Giovanni Pascoli
Il compagno dei taglialegna

I
Nel bosco, qua e là, lombardi
sono taciti al lavoro.

Dall'alba s'ode sino a tardi
sci e sci e sci e sci...

E` oltre mare l'Alpe loro,
mare, donde nasce il dì.

II
A due a due: l'uno tra il vento,
l'altro, inginocchiato in faccia.

Da basso il vecchio bianco e scento,
in alto la gioventù.

E forza con le forti braccia!
Su e giù, e su e giù.

III
Con loro c'è il pittiere solo,
ora in terra, ora sul ramo.

Fa un salto, un frullo, un giro, un volo;
molleggia, più qui, più lì:

e fa sentire il suo richiamo
tra quel sci e sci e sci...

IV
Il Santo aveva da piombare
un bel toppo di cipresso.

Maria restava al focolare
che dava latte a Gesù.

Ora il pittiere era li presso.
Disse il Santo: - Vien qui tu! -

V
Tuffò la spugna il Santo, ed ecco
tinse di sinopia il filo.

Un capo tieni tu col becco
disse al pittiere: - costì!

Maria non più dal dolce asilo
ora udiva sci... sci... sci...

VI
E' sdipanava col girello,
zitto, il filo per la trave.

L'aveva teso già bel bello,
stava per batterlo su...

Ma ecco si sentì: AVE!
Era Maria con Gesù.

VII
Il pittiere si voltò netto...
Torto venne il segno rosso.

La spugna gli gettò nel petto
San Giuseppe; e fu così

che, diventato pettirosso,
quando sente sci... sci... sci...

VIII
vien sempre, gira intorno al toppo,
guarda e frulla, guarda e vola;

ma ora non s'accosta troppo,
ch'ora non si fida più:

e col suo canto ti consola,
povera esule tribù!