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santuario Oropa
Poesia di Giovanni
Il santuario d'Oropa

A quest'ora, o Lorenzo, il Santuario
del tuo intelletto e del cor mio, le arcate
grigie, i calmi cortili e la chiesuola
sembrano tombe.

Quattro palmi di neve, un ciel di morte,
chiuso il dì nella bruma orrida, cupe
più che un abisso le notti, entro i quattro
palmi di neve;

e per gl'intercolunnii del Juvara
gemon le tube della tramontana
lugubremente: e son, nel freddo atroce,
gli atrii deserti.

Così, Lorenzo, nel crescente inverno,
nella profonda sua conca di monti,
il santuario che adoriam sonnecchia
triste in in quest'ora

Ma nella chiesa, dietro il queto altare,

tra i fior, tra i lumi della cripta d'oro,
sovra la gloria degli incensi ...
e sovra l'onda dei canti

versa dal trono il pio, grave sorriso
la statua negra; fulgora il Triregno 

imperial: fiammeggia il largo petto
pien di diamanti.

Gettan fuoco i rubini: gli smeraldi
paion remoti astri notturni: splende
come un tramonto d'autunno il topazio;
la perla è un'alba
.

Così ancor splende nel crescente inverno
del duolo mio, la indeprecabil notte
vincendo, arcano sole, un fascinante
occhio di sfinge.

da Versi

Il santuario d'Oropa si trova in provincia di Vercelli, raffigurato dal pittore Delleani, a cui l'autore si rivolge.

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