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Poesia di Giosuè Carducci
Ballata dolorosa 

Una pallida faccia e un velo nero
Spesso mi fa pensoso de la morte;
Ma non in frotta io cerco le tue porte,
Quando piange il novembre, o il cimitero

Cimitero m’è il mondo allor che il sole
Ne la serenità di maggio splende
E l’aura fresca move l’acque e i rami,
E un desìo dolce spiran le viole
E ne le rose un dolce ardor s’accende
E gli uccelli tra il verde fan richiami:
Quando più par che tutto il mondo s’ami
E le fanciulle in danza apron le braccia,
Veggo tra 'l sole e me sola una faccia,
Pallida faccia velata di nero.

I morti e la memoria dei morti s'interpongono, qui fra il poeta e la vita.
28 Aprile 1886

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