
Poesia di Franco Fortini
I mesi
Lucida aprile limpidi cristalli,
maggio mena ragazze per i viali,
Giugno spicca gerani ai davanzali.
contempla luglio di sole e i grani gialli.
Dorme Agosto e non ode i temporali
crescere sulle stoppie delle valli;
nel crepuscolo viola
bagna settembre all'acque fluviali.
Ottobre succia l'uva lungo il fosso,
prega Novembre a lume di candela,
e Dicembre si soffia il naso rosso.
Gennaio è morto e sottoterra gela.
Smilzo Febbraio serra i panni addosso,
e Marzo pescatore alza la vela.
Nell'eterno giro intorno al vecchio mondo, ogni mese riappare nella stagione e nel tempo che gli spetta a dare un volto nuovo alla terra al cielo, ed anche a suscitare nuovi sentimenti nel cuore di tutti noi, ora di gioia e di entusiasmo, ora di tristezza e di uggia.
Ognuno ci porta i suoi ricchi doni, chi più vari e abbondanti, chi meno, ma tutti belli per colui che li sa apprezzare: anche la neve e il vento, anche il freddo, che ci fa più intimamente godere la gioia della famiglia e della casa.
E quanto diverso affaccendarsi affaccendarsi fra gli uomini e fra gli animali nei vari mesi dell'anno!
Anticamente si favoleggiava di una eterna primavera che in un tempo ancor più remoto avrebbe allietato tl mondo e gli uomInI durante ogni periodo dell'anno; ma sarebbe veramente bella una natura che mantenesse sempre lo stesso volto? Come potrebbero, per noi, avere un valore il bello e il buono senza l'esperienza del brutto e del cattivo? E la felicità, la gioia, la serenità, come potrebbero essere apprezzate senza il dolore, la tristezza, l'affanno della conquista?
Qgni cosa, nel grande quadro del mondo e della vita, ha la sua ragione d'essere, la sua funzione, come il giorno e la notte, come il bene e il male, come le belle e le brutte stagionI.
