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angiolo
Poesia di Filippo De Pisis
L'angiolino

Alla Messa di domenica, 
marito e moglie in piedi, 
davanti a due seggioline di paglia, 
un po' spaesati 
lei una brunetta pallida, 
lui un impiegatino 
che spinge avanti la barca, 
ma addormentata sulla sua spalla 
una testina bionda d'angiolo 
finissima. 
Cade la mano col braccino teso 
come un fiore raro. 
Si direbbe di sentire fin qui 
un po' spaesati ...
il soffio leggero 
della creatura addormenta. 
La povera musica 
che piove dalla grande cantoria 
è per cullare il suo sonno . 
L'odore d'incenso è per lui, 
lui solo guarda 
una rosa morente su un altare . 
E poi, non visto, 
scende a vegliarlo 
il suo angelo custode 
tutto d'oro. 

Il poeta descrive  i due sposi come gente umile e senza pretese. Son dunque spaesati anche in una chiesa, un po' come si troveranno spaesati dappertutto data la loro umiltà. 

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