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Poesia di Erich Weinert -

Giochi di bimbi a Madrid -


La guerra cìvìle, che scoppìò ìn Spagna nel 1936, vìde contrapposti, da una parte, volontarì antifascìstì che accorrevano da tutto ìl mondo a combattere in difesa del governo repubblìcano,e, dall' altra, le truppe del generale Franco, aìutate, con uomìnì e armì, dall' ltalìa dì Mussolìnì e dalla Germanìa di Hìtler, cìoè dal fascìsmo e dal nazismo.
Proprìo ìn Spagna ì nazistì effettuarono per la prìma volta bombardamentì sulle cìttà, sperimentando una tecnìca dì guerra che avrebbero dì lì a poco applìcata su più vasta scala nella seconda guerra mondìale. È molto sìgnìficatìvo dunque che questa poesìa sìa stata scritta da un poeta tedesco. È una voce ostìle al nazìsmo, ed esprìme non solo la pietà per ì bambìnì mutìlatì, ma anche la fiducìa nella vìtalìtà dell'uomo, nella sua capacìtà dì resìstere.
Il gìrotondo deì bambìnì riprende appena ìl rombo del cannone cessa; partecìpano al gìoco, a modo loro, anche Marìa, che è senza una gamba, anche Pedro che è dìventato cìeco. Nel corso della poesìa una strofa, un po' strana, un po' trìste, vìene rìpetuta, come un ritornello che ì bambìnì ìntonìno.

Siede su una pietra Maria.
Sei sola, Maria? E perché
non vieni da me nel giardino!
E la porta dov'è?
Ah, cercala te!l
I bimbi ballano e cantano in cerchio
felici del loro allegro stridìo.
Maria, discosta, siede sulla pietra,
ha una sola gamba: non può unirsi a ballare,
e se il suo piede batte a - tempo la danza,
a tempo le trema il moncone.
Discreto o e leggero, a tentoni, nel cerchio
va il piccolo Pedro. Passa da uno all'altro,
tende le mani, gli occhi aperti sulle facce
(Pedro li ha persi ), cerca di riconoscerle.

Siede su una pietra Maria.
Sei sola, Maria? E perché
non vieni da me nel giardino!
E la porta dov'è?
Ah, cercala te!
Ma appena rompe l'imbrunire
sulla città ulula di nuovo il cannone.
Vasti per lo spavento sono gli occhi dei bambini,
si sciolgono le rnanine sudate,
la gamba trema a Maria, e anche Pedro,
il ragazzo cieco, diviene pallido e piccino. !

Ma quando l'ultimo rombo si dilegua,
si riaffolla la strada di bambini,
e dove la morte ha sferrato i suoi colpi
ricanta la vita, insopprimibile:
Siede su una pietra. Maria.
Sei sola, Maria? E perché
non vieni da me nel giardino!
E la porta dov'è?
Ah, cercala te!

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