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temporale
Poesia di Emily Dickinson

Tempesta

Con un suono di corno
il vento arrivò, scosse l'erba.
Un verde brivido diaccio
così sinistro passò nel caldo
che sbarrammo le porte e le finestre
quasi entrasse uno spettro di smeraldo;
e fu certo l'elettrico
segnale del Giudizio.
Una bizzarra turba di ansimanti
alberi, siepi alla deriva
e case in fuga nei fiumi
è ciò che videro i vivi.
Tocchi del campanile desolato
mulinavano le ultime nuove.
Quanto può giungere,
quanto può andarsene,
in un mondo che non si muove!

Trad. di Eugenio Montale

La poesia fissa solo alcuni aspetti, anzi pochissimi - i più terrificanti di una catastrofe che si svolge fulminea in un cupo quadro di incubo. Altrettanto sintetico e scarno il brevissimo, lapidario commento della poetessa, che amaramente considera quanto fragili e impotenti siano gli uomini e le cose in un mondo che, pure, rimane sempre lo stesso, immobile e indifferente anche di fronte a tanta rovina e a tanti morti. 

Leggi le Poesie di Emily Dickinson

Emily Dickinson
(Amherst (Stati Uniti) 1830-1886).
Educata in ambiente borghese vittoriano, tutta la vita della Dickinson si svolse, povera di avvenimenti esteriori, entro i confini del paese natale. Ma la sua poesia è una continua ribellione a quell' ambiente e a quella educazione, una incessante evasione da quel cerchio opprimente. Poesia che si alimenta alle fonti più diverse, di penetrante indagine intima e di intrepida confessione, alterna a un linguaggio metaforico audacissimo modi più diretti e Più spogli, ma non meno intensi. Quasi nulla fu pubblicato vivente l'autrice; ma la fama di lei non ha fatto che crescere dopo la sua morte.

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