Poesia di Edgar Lee Masters -
Butch Weldy
Ecco il problema più importante del mondo del lavoro: la prevenzione degli infortuni.
Un tempo (e purtroppo ancora in molti paesi) le leggi non tutelavano adeguatamente il lavoratore infortunato, come deduci da questi versi.
D'allora si son fatti molti progressi: gli indennizzi sono proporzionati al grado d'invalidità subita, ai familiari dei deceduti viene corrisposta una pensione adeguata ai diritti maturati dall'infortunato.
Ma una società veramente civile gli infortuni deve prevenirli: a meno che non creda di poter risarcire con il solo danaro un lavoratore che, come Butch Weldy, ha perduto occhi e gambe.
Dopo che mi convertii e misi testa a partito;
mi diedero lavoro nella fabbrica di scatolame
Dovevo riempire di benzina la cisterna
che alimentava i tubi lanciafiamme dei capannoni
e arroventava i ferri da saldare.
Salivo, ogni mattina, una scaletta sgangherata
portando secchie piene di quel liquido.
Una mattina, quando stavo versando,
l'aria si fece immobile e si tese
e io saltai in aria mentre la cisterna esplodeva,
e ricaddi con le gambe spezzate
e gli occhi bruciati come uova fritte. .
Qualcuno aveva lasciato aperto un tubo lanciafiamme,
e qualcosa aveva succhiato la fiamma nella cisterna.
Il Giudice distrettuale disse che chi lo aveva fatto
era un mio compagno di lavoro, e dunque
il figlio del vecchio Rhodes non mi doveva nulla.
E io sedevo in tribunale, cieco
come Jack il suonatore
continuando a ripetere:
No, non lo conoscevo
