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Lettera a Thomas
Incontro con Dylan Thomas
di Edith Sitwell

Caro Signor Thomas, anche se non ci siamo ancora conosciuti, devo ugualmente dirle, sia pure in modo inadeguato, con quale ammirazione profonda e con quanto godimento abbiamo letto la Sua bellissima poesia che comincia così:
A griet ago -e quella strana e bellissima. compresa nella quarta parte di Lite and Letters.
Nessuna esagerazione se dico che non ho memoria di essere stata mai così presa, tanto profondamente toccata dall'opera di alcun altro poeta della giovane generazione, e di non essere mai stata tanto sicura di trovarmi di fronte a un poeta
dotato di tutte le necessarie capacità e della forza adeguata alla grandezza.
Sono sopraffatta completamente da una simile certezza e dall'ammirazione.
Soltanto un giovane uomo che sta per essere un grande poeta può aver scritto la deliziosa, autentica. acuta poesia nella introduzione al libro (anche la prima è bella) -non riesco a staccarmene.
Credo che l'imparerò a memoria. E altrettanto si può dire per la noesia in
Lite and Lettprs nella quale soltanto un poeta di autentica  grandezza può aver scritto gli straordinari versi del passo che comincia:
Qual è il metro del dizionario?
La grandezza della Genesi? La specie della rapida scintilla?
Ombre senza forma? La forma dell'eco del Faraone.
Oppure i meravigliosi due versi che danno inizio alla poesia, oppure il verso .
Morte è tutte le metafore, forma è una sola storia.
Ho appena terminato di scrivere di A Grief ago per il Mercury di Londra.
Il mio amico. Signor Herring, mi scrive che uscirà presto un Suo libro nuovo.
Ho già detto al mio agente che desidero recensirlo, ma Le sarei anche niù grata se
Lei mi potesse dire chi lo pubblica e quando uscirà. in modo che io sia certa di
avere il piaçere e l'onore di recensirlo.
Ammiro anche molto parecchie delle Sue 18 noesie.
Una deIle due ultime mi ha suggerito delle ispirazioni e tutte mi sono immensamente piaciute.
Devo confessare che la prima poesia che ho letto delle Sue non mi era piaciuta e che avevo sentito il dovere di dirlo, anche senza citare il suo nome, ma soltanto per portarla ad esempio.
Ora so, senza possibilità di dubbio che in Lei abbiamo un poeta dal quale possiamo attendere un'autentica grandezza.
Questa è una lettera inadeguata . Spero che un giorno ci incontremo .
Ho bisogno di farle molte domande. Il suo lavoro, glielo assicuro non ha chi lo ammiri di più.
Sua sinceramente.

Edith Sitwel

Ho scritto questa lettera a Dylan Thomas quando aveva ventidue anni.
Essa segno l'inizio di un'amicizia che durò fino alla sua tragica morte precoce all'età di trentanove anni.
I primi anni di Dylan poeta non furono facili a dispetto dei suoi pochissimi difensori.
In seguito alla pubblicazione del suo secondo libro si sviluppò un furioso attacco contro di lui con lettere scritte a uno dei due principali giornali londinesi.
Sono orgogliosa di poter dire che ho avuto il privilegio di tenere a freno per due mesi questi attacchi, rintuzzandoli.
L'aria ancora riverbera dell'insulso fragore degli imbecilli che furono duramente battuti.
Io non ho menmoria e non tengo diari  e così nonostante l'occasione
fosse per me molto importante, non riesco a ricordare la data del nostro primo inconrtro. Ho recensito il suo secondo libro ed ho scritto la lettera che ho riportato sopra così quando lui venne a Londra è venuto a trovarmi.
così quando lui venne a Londra, è venuto
a trovarmi.
La poesià è soltanto fino a un certo punto il corpo etereo del poeta, così io cercherò di descriverlo fisicamente..
La prima volta che lo vidi provai la sensazione che Rubens lo avesse preso a
modello per dipingere un giovane Sileno,
Non era alto, ma estremamente aitante e dava l'impressione di una forza straordinaria, di vigore e di grande vitalità.
(I suoi ricci biondo-rosso, il suo portamonto orgoglioso ma non sprezzante,
enfatizzavano questa realtà).
Il  suo ritratto eseguito dal signor Augustus John è bello, ma gli attribuisce un aspetto cherubinico che, nonostante sia gradevole, non si addice, per lo meno a parer mio, all'aspetto piuttosto arcangelico che aveva Dylan.
Di fronte assomigliava notevolmente a William Blake come doveva essere stato
da giovane. Aveva occhi grandi e sporgenti come quelli di Blake - che a tutta prima sembrava non vedessero, ma che invece vedevano tutto, guardando al di là di incommensurabili distanze.
Non ho mai conosciuto alcuno che fosse più adatto a rendersi caro agli altri.
E questo non era soltanto il risultato del suo grande calore umano, del suo charme,
della sua comicità trascinante.
Non ho conosciuto mai nessuno che possedesse un'innocenza di spirito più fanciullesca e pura.
L'esuberanza del suo fisico forte, della sua galgliarda vita fisica, non Io corruppe
mai né l'offuscò, Amava l'umanità e provava disprezzo soltanto per i crudeli e per
i villani (dei quali vi sono vari tipi) e per i volgari,
Era generosissimo nei suoi sentimenti e lealissimo con gli altri.
Purtroppo qualcuno di quelli che gli stavano intorno non era degno di lui, della sua
nobile natura, Ma costoro li lascrerò alla vergogna. Perché lui è morto.
E non si può far nulla.
Qando era ancora giovanissimo sposò Caitlin Macnarnara. la bella ragazza che
fu l'amore della sua  breve vita. Il  loro reciproco amore era molto commovente e
bello a vedersi. Non molto tempo fa, mentre cenava con me dopo una lettura
di poesia a Londra; guardò attraverso il tavolo la giovane moglie con i suoi capelli lumlnosi chiari, che sembravano trattenere tutti i colori di un giorno di
primavera le sue guance di rosa selvaggia  e i danzanti occhi Azzurri, ed esclamò
rivolto a me 'Non è bella! Non è bella! .
Dal primo momento che la vidi è stata l'unica. Non v'è mai stata, mai vi sarà
un'altra se non lei.
Un'altra volta, l'uItima che lo vidi prima che morisse, stava andando in America e lei era triste perché andava tanto lontano.
Mi disse, Ditele, quando sarò andato, quanto l'amo.
E così ora che se n'è andato molto ma molto lontano glie lo dico. Non vi fu mai
nessun'altra che Lei.
Aveva una voce della più straordinaria magnificenza, potente e bella, e la sua dizione di poesia era altrettanto bella che la sua creazione.
I Leoni e fuochi del suo volante respiro, per usare una frase sua, erano tali che tutta la dignità, tutta la luce marciavano verso le vite che egli parlando, faceva sue.
Udirlo leggere The Tiger di Blake, udirlo leggere le sue stesse poesie, era una ri-
velaazione. Fu per me motivo di orgoglio udirlo leggere la mia poesia.
Naturalmente v'erano momenti... Una volta. a un tè dato unitamente da Carson
Mc. Cullers e David Gascoyne, Dylan mi venne incontro e disse bruscamente,
Ho udito qualcuno dirle che a Bermondsey mi sono ridotto come una bestia.
Non mi sono ridotto come una bestia a Bermondsey. Un'altra volta venne a colazione con me e appena arrivato, mi disse: Mi dispiace di avere un così cattivo odore
Edith. E' Margate.' lo risposi, ' Sì, certo, caro, è Margate.'
Una volta poi, all'inizio della nostra amicizia, alcune circostanze gli impedirono di venirmi a trovare. Mi scrisse una lettera che ho perduto. Dylan, evidentemente, non era soddisfatto di questa lettera e ne scrisse una seconda che includo

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