Poesia di Dario Bellezza
Nel Caos Miserabile
La distruzione è l’unico movimento dell’eterno.
Prendere lucciole per lanterne non serve a niente,
s’inganna solo se stessi. Meglio, molto
meglio inghiottire i bocconi amari, ascoltare
le folli sirene decadute nel mare grondante
del sangue stinto di feroci umani,
cantare la trista canzone dei posseduti
dalle maternità senza parto possibile,
che coltivano l’angoscia come prezzemolo
nel loro privato vaso privilegiato,
dove l’orina monta le scale della pigrizia,
travasa, scivola piano verso il letto
profanato come un sudario
dalla sporcizia dei corpi, dal seme
seccamente sprecato nel desolato amore,
ricovero degli animosi non cresciuti,
rimasti eternamente bambini,
ostilmente amici delle loro madri
senza incesto, a piangere la loro
equivoca sterilità, il loro coraggio
degradato a passare per diversi,
nel caos miserabile dell’ingiusta totalità.
da Invettive e licenze, Garzanti, 1971
