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Poesia di Cesare Pavese -
Cattive compagnie

Questo è un uomo che fuma la pipa.
Laggíù nello specchio,
c'è n'è un altro che fuma la pipa.
Si guardano in faccia.
Quello vero è tranquillo perché
vede l'altro sorridere.

Prima ha visto altre cose.
Su un fondo di fumo
una faccia di donna protesa
a sorridere e un idiota leccarla
con gli occhi parlando.

Poi l'idiota, parlando, afferrare
anche lui e strappargli un sogghigno.
Un sogghigno da idiota.
E la donna piegarsi e serrare le labbra
come avesse veduto qualcosa di nudo.

Ora, corpi di uomini nudi la donna
ne vede dal mattino alla sera,
ma spoglia anche sé e là sopra
lavora, ridendo. E sogghigni ne vede
e ne fa, sul lavoro: anzi, è mezzo lavoro
un sogghigno ben fatto. Ma quando
una è lì per scherzare a parole,
ferisce vedere anche l'altro,
che in silenzio ascoltava parlare
l'idiota, lampeggiare lo stesso
pensiero brutale.

Donna e idiota son già ritornati
a alitarsi sul volto si somigliano
un poco le donne e gli idioti
e la pipa vapora una faccia contratta.
Dentro il fumo è possibile fare una
smorfia e socchiudere gli occhi.
La donna ridendo schiva quello
che parla pendendole addosso.

 

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