Poesia di Bill Berkson
Ottobre
Strana l'idea di un mese separato. Che si sottrae
al resto dell'anno, non è solo freddo, è caldo
e amoroso come la presa mortale di una mano su di un ginocchio
compiacente.
Gli indiani gli hanno dato un nome strano, lo chiamano:
«Estate!». I tepee si scuotono al vento come galli
all'alba. Per loro ogni cosa è speciale,
pittoreschi come sono.
II
Per una ragione o per l'altra la casalinga non sembra gentile.
Che sia arrabbiata perché a suo marito piace il mese
di ottobre?
Che sia neve quella che sanguina pian piano dalle sue scarpe?
S'è fatta prendere all'amo,
ma è aprile che si desta nel suo letto.
III
«Siamo circondati da accattoni!» si lamentava Chester.
Fiocchi. Promontori. Altri fiocchi. E:
«Non si vedono molti forestieri da queste parti».
Il vento di ottobre... si accuccia.
Perché penso che ottobre sia bello?
Non lo è, non è bello.
Altrimenti
come potremmo tenere vivo l'interesse per
qualcosa di nostro nel tran tran di una giornata
lavorativa, se non andando in cerca di differenze
la finestra e l'inferriata
ma bello no, non è
bello.
V
La tua faccia penso che sia bella, come si mette
accanto alla mia e penso che sia tu il vero
ottobre con la tua trasparenza e la pietra
delle parole che dici, che accadono e che io non sento.
1960
