Poesia di Arnaldo Fusinato
Brutta ma ricca
Dio che mostro! ... Ha un par di braccia
Lunghe e scarne come stecchi,
Gli occhi loschi, una boccaccia
Che le vuol mangiar gli orecchi,
E due gambe ad ipsilonne
Serpeggianti fra le gonne.
AI suo collo fa monile
Un gozzaccio impertinente,
Ed, Atlante femminile,
Con un'aria indifferente
Senza perder mai la lena
Porta il globo sulla schiena.
E' ignorante la Signora,
Capricciosa, maldioente;
Come il vaso di Pandora
D'ogni vizio è il recipiente ;
Tapinella, tapinella!
Resterà sempre' zittella.
Nossignori. - Tutto il giorno
Una pleiade d'amanti,
Come gli astri al sol d'intorno,
Girar vede indietro e avanti:
Che le importa, che le importa
S'ella è gobba, s'ella è storta?
Centomila ducatoni
Porta in dote a suo marito
Centomila ducatoni?
Oh che forme da Cerrito!
Centomila ducatoni?
Oh che gambe da Taglioni.
