
Poesia di Antonio Fogazzaro
Ritorno sul lago
Occupan l'alto lago
densi vapori e piove.
Lontan lontano move
per la nebbia profonda
di miste voci un'onda
dolce, tranquilla e grave.
Sol cupe acque deserte
l'intento sguardo vede
Continua procede,
sappressa via via
l'ignota melodia
dolce, tranquilla e grave.
Ed ecco tra i vapori
mostran lor punta bruna,
escono ad una ad una,
qua e là s' affannan carche
le picciolette barche
della gente che canta.
Vengono e vanno i remi,
vengono e vanno i canti
tra cumuli fragranti
del fien raccolto allora;
si rizza sulla prora
capretta impaziente.
Tornan dai solitari
campi dell'altro lido
gli agricoltori al fido
tetto, a' vecchi parenti,
bamboli innocenti,
alla notturna pace.
Così vi si conceda,
fornita l'opra e pieni
i vostri dì, sereni I
drizzar di messe carche
le picciolette barche
ai lidi del mistero.
Vi attende un tetto fido,
e coi vecchi parenti
coi bamboli innocenti
cui vi porranno appresso
un salutar sommesso;
poi, del Signor la pace,
E' una lirica dalla melodia dolce che ha un suo fascino. In questi versi, sussurrati a mezza voce, gli elementi naturali, che s'indovinano più che vedersi, le voci lontane uscenti dalla nebbia creano l'atmosfera misteriosa e solenne.
All'apparire delle navicelle col loro insolito carico, la scena si anima, diviene perfetta; tutti i particolari sono felicemente inseriti nell'insieme seguendo un ritmo uguale e cadenzato.
Sgorga dall'animo del poeta un augurio che è insieme una preghiera.
Ritorna il senso di mistero, sono riprese le immagini di prima, ma assumono un significato profondamente diverso, di sacra solennità. Consolanti sono gli ultimi versi che traggono la loro ispirazione da una grande fede.
La morte non ha nulla di pauroso, anzi è presentata come serena apportatrice di pace per le persone buone che nella Vita Eterna proveranno l'infinita dolcezza di ricongiungimento con le persone care, estinte nei tempi passati.
