Poesia di Tony Basili
Mutanti
Ma come, si insiste ancor col globalismo?!
E come si può tener la convinzione
Che ovunque non si vede che sovranismo,
da Due Sicilie che negan pur la nazione,
Ché crea il sopruso, con un’idea d’ impero,
Volendo arraffar l’uno e l’altro emisfero?!
E veramente non so come possa fare
A mettere insieme tante cose strane
Che vien così da pensare a un alveare
Dove come api, le creature umane,
Si voglion prone a operar per la regina
Che dal suo trono ad ogni uso le destina.
Questo qualcuno, se ancora ci crede,
Forse è munito d’un poter speciale
Che muta l’uomo che in tribù ha sede,
ma che per natura resta individuale,
In uno sciame da mover all’unisono
Secondo il ritmo che gli dà dal trono.
Di certo siamo tanti, ed in suo potere
Non potrà forse tenere tutti quanti,
Ed allor s’inventa un che per trattenere
Chi l’ onora appellandosi pure ai santi
Sicché possa in un sol momento
Lo strafatto Sapiens usare a piacimento.
E se le api d’ ogni arnia, hanno la regina,
E le regine di tutte le arnie son milioni
Per conformar gli uomini gli si propina,
un ritrovato che fa tutti dei fresconi
e in uno stadio adatto, si è arrivati,
che di vari calibri siam tutti modellati.
E si vanta d’aver una santa ragione
Che siamo tanti, troppi di miliardi,
E in tale insieme c’è una confusione
Con pochi lavoranti e più vegliardi
E gli par giusto, che la via gli si insegni
Oppure farli bersagli per tirassegni
E che ti fa intanto? Una bella resecata
Con sieri, guerre, strisce ed altri accidenti
E poi che l’uomo vien da una torre ch’è cascata
E non sembra in grado di capir gli avvenimenti
Con la scienza gli dà una intelligenza
Artificiale che può usar l’altrui sapienza.
E se non basta, una cosa ha preparato
Da mettere sotto pelle all’ intelligente:
Un recettore di impulsi ben adattato
Di comandi per agire al conveniente
Che ti impone a far una loro guerra
O di spalare stabbio in una serra.
In questa chiusa non cresce il pomodoro
né le zucche, o fagiolini o insalata,
che dalla natura ci son dati per ristoro,
ma insetti pe' una dieta equilibrata
e sì la terra salveremmo pur dai fumi
se restiamo lontani dai consumi.
Questo è l’Eden che abbiamo in prospettiva
E l’uomo ci si abituerà al nuovo sapore
Che la sua indole l'han fatta passiva
E non saprà evitar questo squallore.
Potremo accettare tutti questa guida
O al cielo ci volgeremo per una sfida?!
1/2.2.24
