Poesia di Antonino Isgrò
L'ultima battaglia
Ormai la luna nella quiete notte è alta, i soldati non dormono mentre un gallo annuncia l'alba.
I sguardi silenziosi e gli occhi speranzosi, cercano nella memoria i ricordi preziosi,
per combattere la paura,
per aver coraggio in questo giorno dove se si muore non dipende dalla natura.
Il sole pallido accarezza l'orizzonte,
il comandante si fà il segno della croce, sperando che oggi non incontri la morte.
Io guardo la lama della mia spada,
vedo il mio viso, sporco, stanco e grigio, oggi se cado spero che esista il paradiso.
Il sole illumina il campo di battaglia,
vedo sulle alture gli arcieri inglesi determinati con un cuore da canaglia.
La cavalleria nemica è disposta a semicerchio,
non ho paura, combatto per la libertà e il suo rispetto.
Si alzano le bandiere,
e l'inferno arde nel sangue che scorre nelle vene.
Si inizia a correre verso i nemici,
anche loro hanno paura si legge nei loro visi.
Le frecce cadono come pioggia,
arano la terra con il sangue della vergogna,
arrivo davanti alla mischia del nemico, vedo un ragazzo inglese mi punta la spada ma è inesperto e la paura sul suo viso la esprimere con un sorriso.
La mia spada fa il suo dovere,
gli toglie la vita al giovane inglese,
il suo sangue mi schizza in faccia,
sento il gusto della libertà sperata.
Non sò quanti nemici la mia spada ha portato la morte,
i miei vestiti come le braccia stanche sono rosse.
È quasi finita questa battaglia,
agli inglesi rimane poca vita,
negli occhi gli è morta la speranza.
Il sole è altro nel cielo, vedo un tappeto di morte, un orrore che mi spacca il cuore.
Ormai senza più forze mi siedo sentendo un forte dolore,
ho una ferita che mi chiamerà la morte.
Penso alla mia famiglia e faccio un felice sorriso,
gli ho donato la libertà,
la Scozia adesso è il mio paradiso.
