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Poesia di Antonino Isgrò - Il giudizio
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Poesia di Antonino Isgrò 
Il giudizio

Il sole era alto in quell'ultimo giorno,
una calma strana regnava tutto intorno.

Iniziano rombi di saette,
e l'eco delle stesse rimbombò
nei cuori dei maledetti.
Gli uomini alzarono lo sguardo al cielo,
vedono l'angelo della morte su un cavallo nero.

Le nuvole scure chiudevano
la porta al sole,
tremavano i cuori degli uomini.

I morti aravano la terra dei cimiteri,
dai vulcani sgorgava linfa degli oscuri mestieri,
i maligni fuggirono verso le montagne,
le loro vite ormai erano segnate.

L'angelo scagliava frecce come sabbia,
colpendo gli uomini senza speranza.
Il sangue scorreva in abbondanza,
formando fiumi profondi
nella terra ove muore anche la speranza.

Infine il cielo sfogò tutta la sua ira,
le nuvole ardevano come bracieri,
e la pioggia di Efesto scese
per bruciare tutto quello che vede.

L'angelo prese due bambini,
li porto nelle terre proibite,
e dopo averli immersi nell'acqua delle stelle,
gli scrisse un futuro di vite belle.

"Andate in un mondo nuovo,
popolate la terra in tutto il suo suolo,
fate dell'amore
una benedizione"
L'angelo salì a cavallo e sparì per incanto.
I bambini si presero per mano, in un mondo appena nato.

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