Poesia di Antonia Pozzi
Treni
A notte
un lento giro d'ombre rosse
alle pareti avviava i treni: tonfi
cupi d'agganci
al sonno si frangevano.
E lavava
lieve la corsa della pioggia il fumo
denso ai cristalli: sogni
s'aprivano continui, balenanti
binari lungo un fiume.
Ora ritorna
a volte a mezzo il sonno quel tuonare
assurdo
e per le mute vie serali, ai lenti
legni dei carri e dentro il sangue
chiama
lunghi fragori - e quell'antico ardente
spavento e sogno
di convogli.
Torino 1° maggio 1937
Le prime strofe, memoriali, rievocano il lento passaggio di un treno notturno, la terza, visionaria, esprime lo spavento nella nebbia di treni e scambie binari notturni diventano metafora. Il treno come metafora di solitudine e dello sprofondare depressivo ricorda Rebora, Frammenti lirici, O carro vuoto sul binario morto.
