Poesia di Anna Achmatova
Mi chino su di loro, come su di una tazza
a Osip Emil'evic Mandel'stam
Mi chino su di loro, come su di una tazza,
non vi sono ascosi segni da vagliare:
è la nera, tenera notizia
della nostra insanguinata giovinezza,
Un tempo io respirai la stessa aria,
fui sullo stesso abisso nella notte,
in quella notte deserta e ferrea
in cui inutilmente chiami, gridi.
Oh, com'era acuto l'aroma di un garofano
sognato chissà quando laggiù:
sono le Euridici che roteano,
è il toro che sulle onde mena Europa.
Sono le nostre ombre che balenano
sulla Nevà, sulla Nevà, sulla Nevà,
è la Nevà che sciaborda ai gradini,
è il tuo lasciapassare per l'immortalità.
Sono le chiavi di un'abitazione
della quale non resta più pietra...
è la voce dellaura segreta,
ospite sui prati d'oltretomba.
1957
