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Poesia di Angiolo Nardi 
Terra di Toscana

O dolce terra, vuoi non riconosca 
la luce calda dei tuoi bianchi olivi,
e l'erba folta dove il piano abbassa
percorso d'acque, musica ai tuoi salci?
Il piano e il poggio, la collina e il monte,
e ariosa  l'aria che li fa più miti?
Risplende il lauro e accanto al lauro il nero
del cipresso e del bosso sul colore
antico della pietra; e ciò che resta
di più severo è una merlata torre.
Serena e melanconica, racchiusa
tutta la forza in una svelta grazia,
nel sorriso di un labbro o nella curva
di una fronte in rilievo come un arco.
Pensosa terra: ora città, ora suolo,
ora gente, ora lingua, ora misura,
armonico riflesso, arte e ragione.
E religione, ché sul prato ho visto
levarsi il tempio, e azzurra in mezzo al timpano
la soave Madonna, le Sue vesti
in oro ricamate dei tuoi fiori.

da «Tre le gente »

Il ricordo della Toscana è qui rivissuto dal poeta nella sua immaginazione, perciò la bella reg'/,one non e descritta, ma rappresentata nei suoi valori essenziali: l'arte, il
paesaggio, la forza e la grazia, la misura e il ritmo, e infine il senso religioso della vita che sono la sostanza stessa dell'arte e dell'intelligenza, e che il poeta addita nella
figura soave della Vergine.
Fra descrizione e rappresentazione c'è questa differenza: la descrizione tocca gli aspetti esterni degli oggetti senza interpretarli, la rappresentazione invece, come accade anche in questa poesia, interpreta la realtà in quanto cerca di coglierne un significato che abbia un valore intellettuale e morale.

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