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27 Gennaio Giornata della Memoria per non dimenticare
Avevo allora 11 anni


Avevo allora 11 anni (testimonianza di un bambino ebreo-polacco)
Allora: gli anni terribili della II guerra mondiale. Le armate di Hitler hanno occupato la polonia (1939), danno la caccia agli Ebrei, li deportano nei campi di concentramento, li rinchiudono nei ghetti, dove sono annientati dalla fame e dalle malattie. Il lavoro forzato, il saccheggio, le fucilazioni sono la realtà di ogni giorno per chi riesce a sopravvivere ai massacri di massa, alla liquidazione di un popolo intero.
I bambini subiscono la stessa sorte degli adulti, vedono coi loro occhi tragedie che neppure gli uomini più temprati riescono a sopportare. Chi scampa all'orrore e può raccontare, dirà di un tempo in cui aveva diritto ai giochi e si è invece trovato solo a difendersi dai «lupi ».

Avevo allora 11 anni. Mi ricordo di come mio padre si consigliò con gli zii e gli altri membri della famiglia, 14 anime, e decisero di andare nella foresta. Ci rivolgemmo al blocco delle grandi foreste In quelle foreste si nascondevano molti ebrei, ma con l'andar del tempo tutti furono presi e fucilati. Dopo che la mia famiglia si rifugiò nella foresta me ne andai nei villaggi vicini a cercare lavoro. Volevo così trovare rifugio presso i non ebrei. Andai per una settimana di fila di casa in casa, ma nessuno voleva accogliermi. Tornai nel bosco e dopo due giorni riuscii a trovare la mia famiglia. Eravamo costretti a passare di luogo in luogo dato che i contadini ci erano nemici...
...Un giorno che eravamo seduti intorno al fuoco venne di corsa il mio cuginetto, di circa 6 anni, che stava li vicino a fare la guardia ed il cui compito era quello di avvertirci se arrivava qualche estraneo, e ci informò che un uomo con un sacco sulle spalle circolava vicino a noi. Il babbo
mi mandò a controllare e non mi allontanai che di pochissimo quando l'uomo mi aggredi e mi minacciò con la pistola.
Erano solo banditi che volevano derubarci del nostro denaro.
Mi picchiarono e vollero che rivelassi loro il numero delle persone che si nascondevano nelle vicinanze e dove nascondevano le loro ricchezze.

Non rivelai nulla benché mi colpissero senza pietà. Alle mie grida non accorse nessuno della famiglia -a quanto pare capirono che dovevano abbandonare il luogo e nascondersi -.
Già giacevo quasi privo di sensi quando apparve mio padre.
Essi mi lasciarono e corsero dietro a lui...

...Verso sera vennero i miei genitori e mi portarono al rifugio che prepararono sotto terra.
Me ne rimasi li solo circa due settimane. Solo durante la notte i miei genitori mi portavano cibo. Dopo due settimane guarii un poco, abbandonai il mio nascondiglio e mi unii alla famiglia...

...L'inverno ci opprimeva molto, il freddo era intenso e la fame ci angustiava.
Ma più duro di tutto era la paura di farci scoprire per via delle tracce che lasciavamo sulla neve. Nei boschi vicini furono traditi tutti gli ebrei che vi si nascondevano ed io temevo molto per la nostra sorte. Sapevamo che i tedeschi avevano messo taglie a molto grandi per ogni ebreo che era loro consegnato e i non ebrei ci tendevano agguati e mettevano molto impegno in quel lavoro.

Era un venerdl notte. Sedevamo intorno al fuoco e pensavamo che nulla sarebbe accaduto ormai nella notte. Improvvisamente vedemmo i tedeschi e in un baleno ci vedemmo circondati da agenti tedeschi e giovani non ebrei del villaggio.
La prima pallottola colpi mia madre. lo e mio fratello cominciammo a correre e ci mescolammo ai giovani contadini.
In un certo momento mio fratello mi prese per il braccio e mi tirò a lato. I tedeschi aprirono il. fuoco contro di noi e noi continuammo a correre.

Quando ci fermammo c'era ormai silenzio intorno. Dopo un po' di tempo osammo tornare indietro. Per strada ci imbattemmo nei cadaverì dei nostri genitori.
Sotto un arbusto tra i cadaveri il mio fratellino stava piangendo...


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