Poesia di R. Rompato
Le spighe
Era autunno. Con l'aratro
fra le nebbie il contadino
arò il campo, seminò.
renne inverno. Pioggia e neve
l'aria greve
sulla terra nuda e scura
riversò.
Ma un granello di frumento
nelle zolle al calduccino,
lento lento
germogliò.
Spinse in giù la radicina,
spinse in sù la fogliolina,
uno stelo verde snello
una spiga... Ed ecco al sole
tra papaveri e viole
il frumento biondeggiò.
Puro è il cielo, calda è l'aria.
La campagna solitaria
sembra d'oro.
Sussurrando su lo stelo,
ora chiamano le spighe:
Mietitori, falciatori, al lavoro!
