Poesia popolare
Possiamo considerare poesia popolare quella che non è frutto del sentimento particolare di un uomo, ma che è fatta dal popolo stesso.
Sono spesso canzoni, nate in rapporto a vicende storiche, a situazioni sociali, a problemi insomma che investono tutta una gente.
La loro origine è a volte antichissima: ogni generazione ha ripreso lo stesso motivo musicale o lo stesso contenuto, ritoccando alcuni elementi e adattandoli a nuove circostanze.
E' naturale che la poesia popolare sia anonima e che non si possa attribuire ad un autore singolo: essa appartiene infatti alle tradizioni di una collettività, che l' ha usata nelle feste, sulle piazze, nei riti religiosi.
Anche se i canti più belli possono essere nati dall'ispirazione geniale di individui che hanno saputo interpretare i sentimenti di tutti, di questi poeti occasionali non ci è giunto il nome.
L'oppressione dei popoli di colore. - I negri d'America hanno espresso il loro dramma in una ricchissima produzione di canti anonimi, tra i quali è particolarmente suggestivo il genere degli spirituals, di ispirazione religiosa.
Il popolo negro interpretò il cristianesimo in modo rispondente alla propria condizione: strappato, fin dal secolo XVII, dall' Africa, sbarcato in una terra non sua, reso schiavo, si vedeva condannato alla fatica, all'oppressione, alla perdita di ogni bene; a questa vita terrena, in cui non appariva possibilità di liberazione, contrappose allora la speranza del paradiso, immaginandolo come il luogo in cui regnerà la giustizia e tutti saranno uguali e la beatitudine prenderà il posto della sofferenza.
Gli «spirituals» sono appunto i canti corali che parlarono del Cielo, esprimendo questa speranza e questa fiducia.
