
Poesia popolare
Inno al sole
Tu, sole, che vedi tutte le cose,
tu, i cui raggi splendenti
penetrano attraverso la nube nera,
sole, a te questo omaggio
A te, sole, re del cielo, cacciatore divino,
sole, a te questo omaggio!
Davanti al tuo sguardo che folgora
e davanti alle rapide frecce della tua faretra infocata,
pavida la notte s'inabissa
costernata nell'oscuro profondo.
Coi tuoi colpi scintillanti di luce
le strappi il mantello,
il nero mantello, foderato di fuoco,
seminato di stelle lucenti,
le strappi il nero mantello!
Tu, sole, che vedi tutte le cose,
tu, i cui raggi splendenti
penetrano attraverso la nube nera;
sole, a te questo omàggio!
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I popoli cosiddetti civili, che con la luce artificiale hanno trovato il modo (chissà perché) di prolungare il giorno da una parte per poi ritardarlo dall'altra, hanno da tempo perso l'abitudine di vedere, all'alba, il trionfo sfolgorante del sole sulle tenebre e il lento prorompere della luce da tutto l'orizzonte.
Molti sono anzi quelli che in tutta la loro vita non hanno mai visto un'alba e che per ciò non potranno mai capire, fra l'altro, tutta la bellezza e il profondo significato di tanti miti antichi ispirati dalla meraviglia del più grande spettacolo della natura.
L'inno anonimo canto popolare di una tribù negra dell'Africa occidentale, è un canto primitivo, ma profondo e solenne, che esprime appunto questa meraviglia, e con essa la lode e la gratitudine al sole, dio benefico che sconfigge le paurose tenebre della notte per amore degli uomini e della vita.
da Poesie dei popoli primitivi
