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Pasquinte celebri

Paolo III (1534-1550)
XLV.
Roma era in mano ai Medici per fiera malattia,
Ora di male in peggio caduta è in Farnesia.

XLVI.

I ruffiani regnar con Papa Sisto;
Con Giulio i sodomiti ebber iattanza;
Con Leone il giullare prence fu visto;
Poser fra noi stragi e rapina stanza
Sotto Clemente: ed or, Paolo, potremo
D'un migliore avvertir nutrir speranza?..

XLVII.
Per la sua smania di arricchire.
Per Paolo In oriamo, a cui l'amore
Va di sua casa divorando il core.

XLVllI.
Per la sua mancanza di fede verso gli alleati.


Ieri marmoreo tronco era, sprezzato e vile,
Oggi di perseo assumo l'aspetto giovanile.
Se lice a Paol mutarsi ben dieci volte all'ora,
Perchè non fia concesso mutare a me talora ?

XLIX

Per la cupidigia sua e dei nipoti.

Cerbero con tre fauci un dì latrava,
Ma almen d'assordar sol s'accontentava
Le genti grame:
Con quattro fauci tu non turbi alcuno,
Ma divori, divori... e, ognor digiuno,
Hai sempre fame!...


L.
La testa di Medusa, stamattina
Sembrommi il Papa; e palVemi i nipoti
La chioma serpentina:
Or sorgi, Perseo; e, per giovare a Roma,
Quel capo con la tua spada percuoti:
Reciderai la chioma!


L.
M. Deh, prestami un baiocco car Pasquino,
Poi che il Santo Pastore mi ha lassato.
P. O, povero Marforio disgraziato,
Non eri tu romano e cittadino?..
M. era romano anchora Paulino,
Poi vedi quanti amici ha dispogliato.
Cesi, Medici e Spinola ha ammazzato
Per dare ai suoi nipoti e al malandrino
Farnese, Nepi; e tant' altri castelli
A Cibo; Santo Spirito non vede
che il diavolo o tien per li capelli.
Non ha più carità, non ha più fede,
ma rei costumi e sempre a Dio ribelli.
Nè vaI gridar nè dirnandar mercede:
E se Dio non provvede
A questo homicidiale viver lasso,
chiamarem per soccorso Sathanasso.

Lll.
Per aver fatto cardinali ignoranti.
Oh Santo Padre, non averla a male,
Deh! fammi cardinale!...
San rude, son di sasso, son deforme...
Eppure a torme
Cardinali alla Chiesa tu procuri
Di me più duri.

LllI.
Parallelo fra Cristo e il Papa.


Cristo non volle regno; il Papa ne conquista.
Là di spine corona; qua di gemme commista.
Quegli lavava i piedi, umil, sereno altrui;
! Questi orgoglioso vuole che li bacino a lui.
i Cristo pagò i tributi e il gregge pascolò;
li Papa e lusso e gioie e imperio ognor cercò.
Povero, Cristo ascese del Calvario la china;
Ricco il Papa e superbo va attorno in portantina.
L'un respinse i tesori e i mercanti dal tempio;
D'ogni più sacra cosa l'altro a ricchir fa scempio.
Cristo amoroso, umile, venne agnello di pace;
Agita il Papa in terra degli eccidi la face,
L'un grandeggiò nell' opera santa del su
Vangelo; o
L'altro, alleato ai demoni, ne tenta lo sfacelo.
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