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L'enigma
di Nostradamus

il vero nome di Nostradamus era Michel de Notre Dame si presume la data di nascita a dicembre del 1503 , a San Remy, a sud della Francia. Famoso per il libro che ha scritto:
Le Profezie, raccolte di poesie . Nostradamus è il più famoso scrittore di profezie della storia , si scrive che abbia predetto tutti avvenimenti tragici, dalla Rivoluzione Francese, alla Bomba atomica, le atrocità di Adolf Hitler, all'attentato dell'11 settembre al World Trade Center.
Le profezie di Nostradamus, spesso ambigue, spesso velate, ma anche precise e impressionanti: parole che ognuno può interpretare per conto proprio.
L'enigma
Potenti e misteriose, le celeberrime quartine del più famoso veggente della storia occidentale fronteggiano l'uomo di fine millennio.

È un patrimonio sconcertante e vastissimo, su cui da quattro secoli gli esegeti mettono alla prova l'acume della propria intuizione.

La linea di lettura che si è affermata è quella storico-cronologica.
Poiché Nostradamus nominava luoghi relativi alla sua patria e a Paesi vicini o comunque facenti parte dello scenario storico dell'epoca (la Francia e l'Italia soprattutto, poi l'Inghilterra, l'Europa centrale con Boemia e Ungheria, quindi luoghi mitici e lontani come la Grecia, il Medio Oriente, la Terra Santa, Bisanzio, l'Asia, luogo delle più remote distanze, la Turchia e il mondo moresco) parlando di monarchi e di guerre, anche questo uno scenario storico molto attuale per i suoi tempi, gli interpreti si sono legittimati (con pieno diritto) a cercare
percorsi innanzitutto storici nell'interpretazione dei messaggi di Nostradamus.

Ed ecco, grazie a questo tipo di lettura, oggi sappiamo e restiamo affascinati dal fatto che Nostradamus abbia preconizzato con
sconcertante precisione tanti eventi storici.
Può essere interessante seguire la prima profezia che diede grande popolarità al veggente, diffondendo in tutta l'Europa la sua fama; si tratta della profezia capostipite di tutte le letture "storiche" che fino a oggi si sono susseguite senza sosta sulle enigmatiche Centurie.
In effetti l'episodio, avvenuto durante la vita di Nostradamus, presenta un'evidenza che va al di là di ogni scetticismo. Si tratta della morte del re di Francia Enrico Il.

Correva l'anno 1556 e Nostradamus, ormai famoso, ricevette una lettera da Parigi, nella quale i sovrani Caterina de' Medici ed Enrico II lo invitavano a recarsi a corte.
La regina Caterina, molto interessata all' esoterismo, aveva invitato anche il celebre profeta tedesco Ulrich de Mayence. Il motivo di tale duplice convocazione ad altissimo livello era una profezia ricevuta da Enrico II da parte dell' astrologo italiano Luca Gaurico, che gli aveva consigliato di evitare qualsiasi combattimento attorno al quarantunesimo anno d'età, perché avrebbe corso il pericolo di gravi traumi alla testa, perdita della vista e ferite mortali.
Nostradamus confermò il consiglio; anch'egli, infatti, aveva inquadrato perfettamente il fatto nella quartina I, 35, che dice:

Il giovane leone il vecchio sormonterà
in campo bellico a singolar tenzone,
in gabbia d'oro gli occhi gli accecherà,
due ferite in una, per morire morte crudele.

Passando il tempo, però, il re fece di tutto per ignorare le sgradevoli profezie, che si dice fossero state ulteriormente ribadite da Gerolamo Cardano e da un astrologo ebreo di Roma. Il 30 giugno 1559, dunque, Enrico Il durante una festa sfidò il destino e decise di partecipare a un torneo.
I tornei erano giochi dove i cavalieri, protetti dall'armatura e brandendo una lancia, si gettavano al galoppo l'uno contro l'altro.
Spesso le lance si spezzavano violentemente contro gli scudi o l' armatura, mentre i cavalieri dovevano cercare di rimanere in sella
e di non venire disarcionati.
Lo scopo non era quello di ferirsi, ma di dare spettacolo di potenza e abilità: i palazzi erano pavesati di molti colori; le dame si
rinfrescavano con i loro ventagli, facendo il tifo per i loro favoriti; i cavalli luccicavano maestosi; ai problemi quotidiani (anche i ricchi piangono!), nel giorno del torneo non si pensava.

Quel maledetto giorno, Enrico Il si sentiva energico e ottimista come non mai. Ruppe tre lance contro Emanuele Filiberto di Savoia, il duca di Guisa e Gabriele Montgomery. Quest'ultimo, però, per pochissimo non lo disarcionò e il re chiese la rivincita. A questo punto, le persone più vicine a Enrico cominciarono a sentire che il destino non andava forzato.
Sia il cavaliere Vieilleville sia la regina lo scongiurarono di abbandonare il campo, di rispettare il monito dei cupi presagi. Ma Enrico, ahilui, non li ascoltò, cosicché, già spezzate le lance e con i cavalli ancora al galoppo, il troncone di lancia del cavaliere rivale urtò violentemente contro la visiera di Enrico, la quale, per tragica fatalità, si sollevò.
In una frazione di secondo la lancia spezzata entrò nell'occhio del re e gli trapassò il cranio, uscendogli dall'orecchio.
Il 10 luglio, dopo undici giorni di atroce agonia, il re morì.

Il drammatico avverarsi di questa profezia sancisce definitivamente la fama profetica di Nostradamus, che non si è mai offuscata fino a oggi. A partire da questa prima divinazione, chiunque si sia avvicinato alle Centurie con serietà e apertura mentale ha potuto leggervi presagi praticamente su tutti i più importanti avvenimenti storici:
la successione dei re di Francia, la rivoluzione francese, le campagne di Napoleone, le guerre mondiali, il comunismo, il nazismo, le sorti della Chiesa, le catastrofi naturali, le epidemie, le più importantiscoperte tecnologiche e così via.

Con l'appoggio delle parole di Nostradamus, si può tentare di colpire il bersaglio della divinazione del futuro, sempre muovendosi lungo l'asse storico-cronologico.
Scoppieranno altre guerre? Quali saranno i sistemi politici dominanti? Si scopriranno specifiche soluzioni per specifici problemi? Emergerà dal magma del tempo qualche personaggio particolare che imprimerà una svolta al corso delle vicende umane?

Per leggere Nostradamus in questa prospettiva consolidata, come si è detto, da secoli di ermeneutica -è necessario prendere contatto con il linguaggio cifrato di Nostradamus, cercando delle chiavi che possano aprire le serrature delle quartine.
Si tratta di un lavoro difficile, dato l'impegno del veggente nel velare i significati immediati delle sue parole tramite l'uso di occultamenti di tutti i generi; da un certo punto di vista, è un compito addirittura impossibile, in quanto non ci saranno mai prove definitive della validità o meno di un metodo interpretativo: persino la verifica dei fatti, ossia una profezia che, interpretata in un certo modo, in seguito si avvera,
potrebbe a rigor di logica dipendere da una coincidenza.

Ma quello ermeneutico è comunque un impegno che ha dato i suoi frutti, soprattutto per il complicarissimo problema della datazione delle profezie.
Tale, dunque, è il carattere più consueto del "Nostradamus svelato".
Ma, poiché tanti e tanto validi studiosi si sono prodigati nel decifrare e nel chiarificare le Centurie, fondando e percorrendo un territorio di lettura che ha, proprio come la superficie della Terra, un numero sempre minore di regioni inesplorate, possiamo oggi tentare di proporre una chiave di lettura più ampia.
L'idea è di partire dai grandi temi che ci riguardano più da vicino, le grandi problematiche della nostra epoca, le sale da gioco del tempo dove l'umanità può perdersi o vincere in un istante. Tenendo sempre presente il metodo tradizionale, che prima cerca di ritrovare nelle quartine riferimenti velati a fatti ben precisi e poi, con l' ausilio dell' interpretazione, cerca di svelarli e di vedere se corrispondono alla realtà (cosa, ovviamente, possibile solo per gli eventi del passato) -un metodo, insomma, in cui il ruolo prevalente di Nostradamus è quello di indovino -si proverà ad allargare il campo.

Si proverà a far convivere due momenti: il riscontro tra profezie decodificate ed effettivo (sia pur potenzialmente, trattandosi del futuro) verificarsi dei fatti, da una parte; dall'altra, un alone di significato più ampio, sollevato proprio dalle precise puntualizzazioni che si raggrumano, decifrando il vasto e sibillino mondo simbolico delle intricate strofe di Nostradamus, come se le sue profezie, avessero un compito più importante dell 'indovinare accadimenti e sollevassero dubbi, ammonimenti, spiragli di risveglio, focalizzazione su temi imprescindibili, spunti di meditazione.

Cosa, del resto, valida per tutta la letteratura profetico-apocalittica, che può essere vista nel suo complesso come la grande espressione metaforica del tema morte-purificazione-rinascita. In altre parole, prendiamo in considerazione l'ipotesi che oggi per noi, abitanti del mondo assediati da problemi angoscianti e irrisolti che mettono in discussione la nostra stessa sopravvivenza, possa essere più utile l'eco delle profezie che non il contenuto puntuale delle stesse.

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