Il giorno della civetta
Leonardo Sciascia
Il romanzo, ambientato in Sicilia, narra una esemplare storia di mafia.
Il presidente di una piccola cooperativa edilizia viene assassinato alla fermata dell'autobus. Le indagini, condotte dal capìtano Bellodi, procedono in un clima di omertà, complicato dal susseguirsi, in breve volgere di tempo, di altri due delitti.
Convinto di dover seguire la pista degli appalti e delle complicità mafiose ad essa legate, Bellodi, utilizzando confidenze ed efficaci espedienti investigativi, riesce a mettere insieme un certo numero di indizi e a fermare tre personaggi, sospettati di essere gli esecutori e i mandanti dei delitti.
Gli sviluppi dell'inchiesta creano allarme e preoccupazione nei circoli mafiosi locali e in alcuni ambienti politici legati ai personaggi coinvolti nella vicenda siciliana.
Mentre Bellodi inchioda le persone sospette alle loro responsabilità e vengono emessi i mandati di cattura nei loro confronti, la trama occulta del potere ha
già messo in moto i meccanismi che vanificheranno il lavoro del capitano.
Così, mentre Bellodi è a Parma, sua città natale, per una breve licenza alcuni compiacenti testimoni forniranno degli alibi oppugnabili per gli imputati, che verranno prosciolti dall'accusa e posti in libertà.
Secondo le correnti definizioni fornite dai dizionari, la mafia è un'associazione segreta e criminale di origine siciliana che mira a controllare illegalmente le rattività economiche e i centri del potere politico. In Sicilia, già all'epoca della dominazione borbonica agivano i cosiddetti «uomini d'onore», ex briganti che, anziché combattere gli antichi compagni, il convincevano a restituire il bottino o a riparare i danni commessi. Per questo loro ruolo di intermediari tra il potere politico e la malavita, erano doppiamente ricompensati: dal potere con l'impunità per il loro passato e con la garanzia di una vita legale, dai malfattori e dalle stesse vittime con un grande rispetto. A poco a poco si determinò dunque, in Sicilia, un atteggiamento di grande stima per questi «uomini d'onore», che riuscivano a «fare giustizia», cioè ad ottenere notevoli risultati pratici in modo pacifico, mentre lo Stato si mostrava sempre più incapace e corrotto.
Con il passare del tempo al termine «uomo d'onore» si è sostituito «mafioso», sempre con lo stesso significato di uomo capace di fare giustizia. E per lungo tempo la mafia è stata oggetto di rispetto, dopo la sua trasformazione in associazione criminale.
Negli anni successivi al 1860, quando, in seguito alla spedizione dei Mille, la Sicilia venne annessa all'ltalia, i contadini si ribellarono perché non avevano ottenuto le terre loro promesse; i grandi proprietari terrieri si rivolsero allora a gruppi di mafiosi per combattere i contadini esasperati che assaltavano le loro terre. Le bande mafiose «facevano giustizia», mantenevano «l'ordine», ma ben presto non ebbero più bisogno di mettersi al servizio dei grandi proprietari e imposero essi stessi la loro volontà. Convincevano i grandi latifondisti a non esigere affitti troppo alti, costringevano ad assumere certe persone anziché altre, minacciavano e intimidivano i contadini, facendo loro accettare durissime condizioni di lavoro e bassi salari.
A tutti conveniva, oppure veniva imposto, il silenzio; anche chi casualmente si trovava ad assistere a prepotenze e violenze mafiose sapeva che, per sopravvivere, doveva tenere la bocca chiusa. Questo comportamento, basato sul silenzio, che impediva di individuare l'autore di un reato, venne chiamato «omertà». Grazie all'omertà, la mafia è diventata sempre piu importante e sicura di se stessa; e può accadere che uomini politici chiedano il suo appoggio per essere eletti.
Durante il fascismo Mussolini inviò in Sicilia il prefetto Cesare Mori, con il compito di reprimere il fenomeno mafioso. L'energica azione di Mori, pur non raggiungendo il suo scopo, determinò l'espulsione dall 'Italia di molti mafiosi, che si rifugiarono negli Stati Uniti, dove, nel giro di qualche anno, dall'unione della mafia siciliana con il gangsterismo americano nacque una grande organizzazione criminale: Cosa Nostra.
Alla fine della seconda guerra mondiale, con la fine del fascismo, molti mafiosi espulsi da Mussolini poterono tornare in Sicilia. Si è costituita con la nuova mafia, sempre piu ferocemente criminale, e attiva in nuovi campi: il contrabbando di sigarette, la speculazione edilizia e il traffico di droga. In questa realtà è ambientato il romanzo Il giorno della civetta.
L'evoluzione dell' organizzazione criminale della mafia è çronaca dei nostri giorni.
