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Argomento dell'Odissea
di Omero

L'Odissea è il poema di Ulisse, in greco Odisseo, L'eroe che sa perché molto ha visto e sofferto; si divide, come l' lliade, in 24 canti. Narra le peregrinazioni di Ulisse, il suo ritorno nella nativa Itaca, la vendetta sui Proci, e nei primi quattro libri i viaggi di Telemaco alla ricerca del padre.
Distrutta Troia, tutti gli eroi greci eran tornati in patria, tranne Ulisse, trattenuto nell'isola di Ogigia dalla ninfa Calipso che voleva farlo suo sposo. Gli dèi riuniti sull'Olimpo, approfittando dell'assenza di Nettuno, fieramente ostile ad Ulisse perché questi gli ha accecato il figlio Polifemo, si accordano per preparare e favorire il ritorno dell'eroe. Minerva scende ad Itaca e incita
Telemaco, figlio di Ulisse, a tener testa ai Proci, pretendenti alla mano di sua madre Penelope.
Telemaco, sempre dietro consiglio di Minerva, anzi acoompagnato da lei, che ha preso l'aspetto di Mentore, si reca da Nestore, re di Pilo, e di lì, col figlio di Nestore, va alla corte di Menelao, re di Sparta, dove apprende che suo padre è prigioniero di Calipso. Mercurio intanto è sceso dall'Olimpo e ha persuaso la ninfa Calipso a lasciar libero l'eroe di tornare nella sua Itaca: Ulisse può cosi costruirsiuna zattera e partire. In mare è scorto da Nettuno che solleva contro di lui una fiera tempesta, da cui l'eroe si salva a stento e può riparare nell'isola di Scheria, dove abitano i buoni Feaci. Soccorso dalla bella e gentile Nausica, la giovane figlia di Alcinoo re di quell'isola, Ulisse viene accolto nel palazzo del re e trattato con ogni riguardo, ancor prima di rivelare il suo nome, ché l'ospitalità è sacra presso gli antichi. Su invito di Alcinoo Ulisse rivela la sua identità e narra le molte avventure capitategli dopo la partenza da Troia: Ulisse e i compagni, per desiderio di preda, erano sbarcati nel paese dei Ciconi e avevano saccheggiato la città di Ismaro, ma furon ben presto volti in fuga dagli abitanti della regione. Di lì approdarono nel paese dei Lotofagi, o mangiatori di loto, un dolce frutto che dà a chi ne mangia la dimenticanza della patria e del ritorno. Capitarono quindi nella terra dei Ciclopi, giganti mostruosi con un sol occhio in mezzo alla fronte, e lì Ulisse perse sei compagni divorati da Polifemo, il mostruoso figlio di Nettuno, che si vantava di non riconoscere al di sopra di sé nessuna legge, né divina, né umana.
Ma l'astuzia di Ulisse ebbe ragione della forza bruta di Polifemo: l'eroe lo accecò e poi con un ingegnoso stratagemma riusci a mettersi in salvo con i compagni superstiti. Rimessosi in mare l'eroe giunse nell'isola di Eolo, re dei venti, che lo aiutò donandogli un otre dove erano racchiusi tutti i venti contrari alla navigazione; ma giunti quasi in vista di Itaca, i compagni di Ulisse aprirono l'otre, credendo che contenesse chissà quali tesori, e cosi spinti da una furiosa tempesta scatenata da quei venti, si ritrovarono nell'isola di Eolo che non volle più saperne di aiutarli. Sbattuto nell'isola dei Lestrigoni, mangiatori di uomini, Ulisse perse,molti compagni e dodici navi. Restato cosi con un'unica nave, l'eroe giunse presso la maga Circe che gli trasformò i compagni in porci, ma che l'eroe obbligò a restituir loro la primiera forma.
Qui Ulisse si trattenne un anno ospite della maga, quindi passò nel paese dei Cimmeri, sulle sponde dell'Oceano, dove poté visitare il regno d'oltretomba, avvicinare le ombre di molti illustri personaggi (Achille, Aiace, Agamennone) e della stessa madre Anticlea.
Dall'indovino Tiresia apprese molte cose circa il proprio futuro.
Ritornato quindi dalla maga Circe ed avuti da lei molti saggi consigli sul comportamento da tenere nei pericoli che ancora l'attendevano, riprese la rotta per Itaca.
Evitata l'insidia delle Sirene e sfuggito a Scilla e Cariddi, approdò nell'isola di Trinacria (Sicilia) dove gli uomini di Ulisse, nonostante il divieto dell'eroe, uccisero
i bianchi buoi del Sole. Il castigo fu immediato: tutti i compagni perirono travolti da una tremenda tempesta, il solo Ulisse si salvò e dopo nove giorni di indicibili sofferenze giunse nell'isola di Calipso.
Ulisse ha terminato il racconto delle sue avventure e i Feaci, come già avevano promesso, lo accompagnano ad Itaca con le loro navi, dopo avergli fatto molti e preziosi doni. Ulisse, trasformato da Minerva in un vecchio mendicante, si reca da Eumeo, un suo fedele servo guardiano di porci che lo accoglie benevolmente e, senza riconoscerlo, lo informa delle tristi condizioni in cui è ridotta la casa di Ulisse, assediata dai Proci che ne divorano ,le sostanze, insidiano la vita del figlio, e aspirano a sposarne la moglie. Ulisse freme ma, prudente e paziente, ascolta senza rivelarsi.
Giunge intanto Telemaco, ritornato dai suoi viaggi e sfuggito, per l'intervento di Minerva, alle insidie tesegli dai Proci.
Ulisse si fa riconoscere dal figlio e insieme elaborano il piano della vendetta. L'eroe, sempre in veste di mendicante, accompagnato da Eumeo, si reca alla reggia, dove è stato preceduto dal figlio.
Sulla soglia di casa sua è riconosciuto dal vecchio cane Argo, che subito dopo muore. A corte sopporta ogni sorta di offese e di umiliazioni da parte dei Proci e degli stessi suoi servi malvagi e infedeli. Penelope vuoI vedere il mendicante che gli racconta di aver veduto Ulisse e le predice prossimo il suo ritorno.
Frattanto l'eroe è riconosciuto dalla sua vecchia nutrice Euriclea, che però tace per ordine dello stesso Ulisse. Penelope intanto ha promesso di sposare quello dei Proci che saprà impugnare l'arco di Ulisse e far passare una freccia attraverso dodici anelli.
Nessuno dei pretendenti riesce a tendere l'arco.
Ulisse, che nel frattempo si è rivelato ad Eumeo e al fedele pastore Filezio e ha dato loro le disposizioni necessarie perché il suo piano vada ad effetto, chiede di provare l'arco, senza per questo che egli voglia aspirare alla mano della regina. Penelope si allontana e Ulisse supera la prova.
Subito dopo col figlio al suo fianco, armato di tutto punto, dà inizio alla strage.
Tutti i Proci sono uccisi con i loro complici e le ancelle infedeli; la vendetta è compiuta. .
Ulisse si fa riconoscere dalla fedele e saggia sposa e dal vecchio padre Laerte.
Le famiglie dei Proci si sollevano contro Ulisse per la morte dei loro figli ma ben presto, per l'intervento di Minerva, la pace torna nell'isola, e con la pace e la concordia, il benessere e la prosperità.

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