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FRASI LIBRI
IL CODICE DA VINCI
Frasi e citazioni del Libro Il Codice Da Vinci
di Dan Brown

Titolo Originale: The Da Vinci Code
Genere: Romanzo thriller

Prima edizione: 2003
Protagonisti: Robert Langdon

frasi di dan brown
dal libro "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown
Si era di nuovo addormentato.

A destare il fantasma, questa volta, era stato un grido di dolore. Il suo corpo era balzato fuori del letto, si era diretto verso
il luogo da cui giungevano le grida, in fondo al corridoio. Si era trovato in una cucina dove c'era un uomo massiccio che
ne picchiava uno più mingherlino. Istintivamente, il fantasma aveva afferrato l'uomo più grosso e lo aveva sbattuto contro il
muro. L'uomo era fuggito, lasciando soli il fantasma e un giovane uomo vestito da prete.
Il religioso aveva una brutta frat
tura al naso. Il fantasma lo aveva sollevato e lo aveva messo asedere.

dal libro "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown
«Grazie, amico mio» aveva detto il sacerdote, parlando in 
un francese non molto sicuro.
«Le monete delle elemosine sono una tentazione per i ladri.
Tu parlavi francese nel sonno. Parli anche spagnolo?»
Il fantasma aveva scosso la testa.
«Come ti chiami?» aveva proseguito, nel suo francese incerto.
Il fantasma non ricordava il nome che i genitori gli avevano dato.
Le uniche parole che riusciva a ricordare erano gli insulti delle guardie della prigione.

Il prete aveva sorriso. «No hay problema. lo sono Manuel Aringarosa. Sono un sacerdote venuto da Madrid.
Sono stato 
inviato qui per costruire una chiesa per conto dell'Obra de Dios.»

dal libro "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown
«Dove sono?» La sua voce aveva un timbro cavernoso.

«A Oviedo. Nel Nord della Spagna.»
«Come sono arrivato qui?»
«Qualcuno ti ha lasciato sulla mia soglia. Eri malato e ti ho dato da mangiare. Sei qui da alcuni giorni.»

dal libro "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown
Il fantasma aveva osservato il suo giovane salvatore.
Erano passati anni da quando una persona era stata gentile con lui.
«Grazie, padre.»
Il prete si era toccato il labbro sporco di sangue. «Sono io a doverti ringraziare, amico mio.»

dal libro "Il Codice Da Vinci" di Dan Brown
Quando il fantasma si era destato l'indomani mattina, il mon 
do gli era parso più chiaro. Aveva guardato il crocifisso sulla parete sopra il letto. Anche se aveva smesso di parlargli, la sua presenza gli dava un senso di pace. Quando si era rizzato a sedere, aveva notato con stupore un ritaglio di giornale sul tavolino.

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