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Poesia di Giulio Salvadori
La Predica agli uccelli
Francesco, andando con la
compagnia
alberi vide ai ati della via
ed una moltitudine d'uccelli
che piegavan col peso i ramoscelli.
Ed ei si volse tanto lieto in viso
che gli ridea negli occhi il paradiso.
« Fratelli miei, voi grati esser dovete
a chi vi fece creature liete;
e sempre voi dovete Lui lodare
perchè v'ha fatti liberi a volare,
e v'ha dato di piume il vestimento,
si che non vi fa danno acqua nè vento.
E voi non seminate eppur mangiate
e dell'acqua del ciel v'abbeverate;
piume v'ha dato a fabbricarvi il nido
e delle vie del cielo istinto fido;
tanto, uccelli, v'amò l'alto Signore;
e voi rendetè a Lui col canto onore ».
Mentre Francesco così stava a dire,
quei battean l'ali quasi a plaudire
e abbassavan le brune testoline
e allegrezza mostravan senza fine.
E San Francesco ancor si rallegrava
meravigliando, poi che lo mirava
l'alata moititudine ascoltando,
come la, folla fa, che ascolta un
bando.
Poi fece il segno lor di santa croce
dicendo: andate!... E a quella dolce
voce
in aria si levarono festanti
e si sentian meravigliosi canti.
Poi, secondo la croce, obbedienti
se n'andarono partiti ai quattro
venti.
in tutte le sue parti il ciel sereno
fu dei Zor canti armoniosi pieno.
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