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Filastrocca per cantare
di Gianni Rodari 
Il pittore

Una volta c’era un pittore
povero in canna:
non aveva nemmeno un colore,
e per fare i pennelli
si era strappati i capelli.

Andò dal padrone del Blu
e gli disse: "Per favore, dammi tu
un po’ di colore
per dipingere un cielo.
Ma mica tanto, soffio, un velo”.

“Vattene, vattene, fannullone,
pezzo di accattone,
se non vuoi che ti lisci il groppone
col bastone!”

Andò dal padrone del Giallo
e gli disse (così):
“Prestami qualche avanzo
di colore, un ritaglio,

(abbastanza) per fare un girasole”.
Ma quello lo aggredì
con un torrente di male parole:
(” Pezzente, delinquente,
la finisci di seccare la gente!”)

"Vattene, vattene   , fannullone,
pezzo di accattone,
se non vuoi che ti lisci il groppone
col bastone!"

Andò dal padrone del Verde,
andò dal padrone del Bruno,
ma non gli dava retta nessuno.
Infine pensò:
“Il Rosso ce l’ho!”
Detto fatto
un dito si tagliò.

E il Rosso gocciò sulla tela:
era una lagrima appena,
una perla di sangue,
ma tinse in un istante,
la tela intiera,
rossa come un falò di primavera,
rossa come una bandiera,
come un milione di rose.

E il povero pittore
adesso che aveva un colore
si sentì ricco più ricco
ricco più di un imperatore.
Più di un imperatore

Rossa come un falò di primavera
rossa come una bandiera
come un milione di rose
come un milione di rose

Testo di Gianni Rodari
Musica di Bedppe Dati

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