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Favola di Lev Tolstoj
 
Il cane arrabbiato

Il cane arrabbiato Un signore comperò in città un cucciolo di cane da fermo, e nella manica del cappotto se lo portò alla sua villa.
La moglie s'affezionò al cucciolo, e lo teneva con sé nelle stanze di sopra, e lo custodiva.
Il cucciolo crebbe: gli misero nome Amico.
Andava a caccia col padrone, faceva guardia alla casa e giocava coi bambini.
Un giorno, un cane di contadini s'infilò nel giardino.
Questo cane correva diritto diritto lungo lo stradello, teneva la coda fra le zampe, la bocca aperta, e dalla bocca gli colava la bava.
I bambini del signore stavano in giardino.
Il signore vide quel cane, e gridò: Bambini! Correte subito in casa: un cane arrabbiato!
I bambini sentirono che il padre gridava, ma non vedendo il cane, gli correvano proprio incontro.
Il cane, arrabbiato com'era, fece per avventarsi su uno dei bambini: ma in quel momento Amico si slanciò addosso al cane, e incominciarono a mordersi.
I bambini riuscirono a fuggire: ma quando Amico rientrò in casa, guaiva, e sul collo aveva del sangue.
Di lì a dieci giorni, Amico diventò triste: non beveva, non .mangiava, e s'avventò a mordere un cucciolo. Allora Amico fu rinchiuso in una stanza vuota.
I bambini non capivano perché avessero rinchiuso Amico, e andarono di nascosto a guardare il cane.
Essi aprirono la porta e si misero a chiamare Amico.
Per poco Amico non li rovesciò per terra, corse fuori di casa e andò ad accucciarsi in giardino, sotto un cespuglio.
Quando la madre vide là Amico, lo chiamò, ma Amico non le diede ascolto, non agitò la coda, non la guardò neppure. I suoi occhi erano velati; dalla bocca gli colava la bava.
Allora la signora chiamò il marito, e gli disse: Vieni subito! Qualcuno ha fatto uscire dalla stanza Amico: è proprio arrabbiato. Per carità, deciditi a fara qualche cosa.
Il marito venne qua col fucile, e s'avvicinò ad Amico.
Prese la mira, ma mentre mirava, la mano gli tremava.
Sparò, e invece di colpirlo alla testa, lo colpì di dietro.
Il cane cominciò a guaire e a dimenarsi.
Il padrone gli s'accostò più da presso, per vedere meglio com'era stato colpito.
Tutto il posteriore di Amico era in sangue, e tutt'e due le zampe di dietro erano spezzate.
Amico si trascinò fin sotto al padrone, e si mise a leccargli un piede. Il padrone fu preso da un tremito, scoppiò in lacrime e corse via verso casa.
Allora chiamarono un cacciatore: e il cacciatore, con un altro fucile, colpì il cane a morte, e lo portò lontano.

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