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Favola di Esopo 
Di un figliuolo, e la madre

Un fanciullo rubò nella scuola ad un suo compagno una carta d’alfabeto, e portolla a sua Madre,
di che non castigandolo ella, esso ogni giorno rubava più,
e sempre fece maggiori furti, ed all’ultimo dalla Corte, trovato in furto, fu menato alla forche: la madre il seguitava piangendo:
egli pregò gli sbirri, che di grazia lo lasciassero parlare all’orecchio alla madre.
Dandogli essi licenza, mordè alla madre 
sua l’orecchio, e glielo troncò.
Essendo da tutti ripreso, che non 
solo era ladro, ma ancora crudele verso la madre, rispose:
Questa è stata causa, che io sia morto, perchè se mi avesse castigato quando la prima volta rubai la cartella dell’alfabeto,
io non sarei andato più avanti, e non sarei condotto alle forche, ma essa mi ricevè con un bacio.

Morale della favola.

Questa favola insegna, che quelli, che nel principio di far male non sono castigati, fanno sempre maggior male.

Traduzione dal greco di Giulio Landi (1545) noto con lo pseudonimo di Sere Stentato.

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