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Favola dei fratelli Grimm
Pollicino

C'erano una volta un boscaiolo e sua moglie, i quali ave.vano sette figli ed erano talmente poveri che non sapevano come sfamarli.
L'ultimo, in particolare, dava loro da pensare: era gracile, piccolissimo, non superava la grandezza di un dito pollice, perciò lo avevano chiamato Pollicino.
Capitò un'annata di grande carestia e quei poveri sposi decisero di disfarsi dei loro figlioli.
Non possiamo sfamare i nostri figli - disse il boscaiolo.
Domani li abbandoneremo nel bosco.
Di buon mattino partirono ed entrarono così in una foltissima foresta.
Il boscaiolo si mise a fare legna ed i ragazzi a raccogliere fuscelli.
Il padre e la madre si allontanarono in punta di piedi e se la svignarono.
Quando i bambini si videro soli, cominciarono a piangere e a gridare con tutte le loro forze fino a notte.
Pollicino non si perse d'animo e si arrampicò su un albero altissimo.
Da lassù scorre un lumicino lontano, al di là del bosco.
Cammina e cammina, finalmente arrivarono alla casa dove si vedeva quel lume.
Bussarono e una brava donna venne ad aprire.
Dacci qualcosa da mangiare chiese Pollicino.
Per carità! - gridò la donna, - fuggite presto.
Questa è la casa dell'Orco.
Se non ci fate entrare, è sicuro che stanotte ci mangeranno i lupi.
La moglie dell'Orco, impietosita, li lasciò entrare.
Ahimè! In quel momento si udì un terribile fragore: erano i passi dell'Orco.
Ran, ran, ran, sento odor di cristian!
Non tardò a scovare i sette bambini nascosti e voleva mangiarseli.
Ma la moglie gli disse: - Non vedi come sono magri, hai poco di cui mangiare.
Hai ragione si lasciò persuadere l'Orco; rimpinzali bene che ingrassino un po'.
Quindi divorò un montone, si ubriacò con un barile di vino e si addormentò pesantemente.
Allora Pollicino gli si avvicinò in silenzio e pian piano gli sfilò dai piedi gli stivaloni.
Erano gli stivali delle sette leghe! Pollicino se li infilò: ci sguazzava dentro!
In pochi minuti egli arrivò al palazzo del Re e lo informò dell'accaduto.
Il Re mandò un esercito a casa dell'Orco, che fu catturato e messo in prigione.
Il sovrano regalò a Pollicino un gran sacco di monete d'oro; il furbo e geniale bambino e portò a casa e visse senza più patire coi genitori e coi fratelli.

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