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Favola de La Fontaine
La volpe e la cicogna

La volpe un giorno si mise in testa di burlare la cicogna, e bisogna ammettere che ci riuscì
State a sentire come andò.
Essa disse, con finta cortesia, all'uccello dal collo lungo e dalle gambe ancor più lunghe: Resta con me a pranzo, ti prego!
La cicogna accettò l'invito e vide che la volpe , aveva deposto sulla tavola un basso recipiente (una specie di largo vassoio) nel quale fumava del brodo.
Non ho altro che questo brodo in casa... disse la furba volpe.
Tu sai che io conduco una vita assai modesta.
Ma ti posso garantire che questo brodino è veramente squisito.
Senti che buon profumo spande all'intorno?
Sì, il profumo che saliva dal recipiente era  invitante. Ma come poteva la cicogna, con il suo lungo becco, sorbire il brodo?
Per quanti sforzi facesse, essa non riuscì ad assaggiarne nemmeno una goccia.
E la volpe, quella briccona, a fingere di meravigliarsi:
Ma come?  Non bevi? Non hai appetito? Veramente, io... Oh, per me, fa' come vuoi! Se non hai , appetito, berrò io tutto il brodo.
E così fece: in un momento ripulì il vassoio con la lingua.
E intanto se la rideva per la burla così ben riuscita. 
Nell'accomiatarsi, la cicogna sua volta, invitò la volpe.
Potrò avere l'onore e il piacere di averti a pranzo da me uno dei prossimi giorni?
Volentieri! rispose la volpe, leccandosi i baffi. o con gli amici non sono abituata a far complimenti. Verrò dunque a casa tua anche domani, se vuoi.
All'ora stabilita essa si presentò a casa della cicogna.
Eccomi qui! disse. Sei stata molto gentile a invitarmi. Quanto al pranzo, se devo giudicare dall'odore, dev'essere cotto a puntino.
Ciò mi rallegra perché ho una gran fame.
Sì, arrivi proprio al momento giusto!
Spero che la pietanza da me preparata sia di tuo gradimento.
Serviti, dunque, carissima!
Servirsi? Era una parola! Il cibo era contenuto in un vaso dal lungo collo e dalla stretta imboccatura.
il becco sottile della cicogna poteva giungere facilmente fino ai teneri e saporiti bocconi; non così il muso della volpe!
Essa dovette quindi tornarsene a casa digiuna, piena di vergogna e con la coda fra le zampe.
Chi la fa l'aspetti.

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