Eugenio Montale, nato a Genova nel 1896. A Monterosso, nelle cinque terre, trascorre infanzia e giovinezza.
Compie studi tecnici e studi di canto, poi interotti. Partecipa alla prima guerra mondiale come tenente di fanteria sul Pasubio.
Nel dopoguerra frequenta gli ambienti intellettuali genovesi, dove stringe amicizia con Sbarbaro, e successivamente, quelli torinesi.
Saggista, critico letterario e musicale, pittore e giornalista, divenne famoso come poeta, pubblicando Ossi di seppia, cui seguirono altre cinque raccolte di versi che lo hanno reso uno dei massimi poeti europei del nostro tempo.
Nel 1927 si trasferisce a Firenze dove lavora prima presso la casa editrice Bemporad, poi come direttore del Gabinetto Scentifico Letterario Vieusseux.
Già tra gli antifascisti firmatari del Manifesto Croce del 1925, Montale dovrà lasciare l'incarico al Viesseux nel 1939 proprio per ragioni politiche.
Per Montale salvarsi dal 'male' è un azzardo e la poesia è un'occasione per scoprire attraverso la memoria, che è l'ultimo rifugio contro 'il male' di vivere, la ragione dell'esistenza Umana. Il linguaggio poetico scabro è adeguato alla realtà che descrive.
Altre raccolte poetiche: Le occasioni, La bufera e altro, Satura, Diario del 71-72, Xenia, le prose di Farfalla di Dinard, i saggi di Auto da fé e un'antologia di scritti di viaggio:
Fuori di casa. Nel 1975 gli è stato assegnato il premio Nobel per la letteratura.
Nel 1977 esce una raccolta completa delle poesie presso Mondadori.
Eugenio Montale muore a Milano il 12 settembre 1981.
