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Massime di saggezza, pensieri di Confucio

Massime di saggezza, pensieri di Confucio
Massime di Confucio

Il progresso Morale
La virtù dell'umanità
L'uomo superiore
Altre virtù
Studio ed Educazione
Il fine
Il metodo
Il merito
Pietà filiale e famigliatligiosità laic

Confucio, massime di Confucio, proverbi di Confucio, frasi celebri di Confucio, massime di saggezza di Confucio. 
Il nome di Confucio ricorda subito per associazione di idee, la cultura cinese nel suo complesso e, al tempo stesso la saggezza.
Confucio tenta di ordinare le virtù in relazione ai cinque rapporti umani che egli considera cardinali nell'ambito della società:
1 - Fra padre e figlio
2 - Fra sovrano e suddito
3 - Fra fratello  maggiore e fratello minore
4 - Fra marito e moglie
5 - Fra amico e amico
Confucio visse tra il 551 e il 479 avanti Cristo. In contrasto con i governanti, Confucio lasciò il proprio paese e vi fece ritorno solo nel 483 per dedicarsi all'insegnamento. Il suo pensiero si affermò nei secoli successivi fino ai nostri giorni

confucio
Massime di Confucio 
Il progresso Morale

IL Maestro disse:
A 15 anni ero determinato nello studio.
A 30 anni ero indipendente.
A 40 anni non avevo più esitazioni.
A 50 anni ho compreso la volontà del cielo.
A 60 anni le mie orecchie erano pronte ad ascoltare.
A 70 anni potevo seguire i desideri del cuore senza deviare
(2:4)

confucio
Zengzi disse: «Ogni giorno esamino me stesso su tre questioni.
1. se agendo per gli altri sono stato leale;
2. se trattando gli amici, sono stato sincero;
3. se metto in pratica ciò che trasmetto agli altri».


confucio
Il Maestro disse: «Essere sostanzialmente esigenti con se i e poco con gli altri; allora si tiene lontana ogni animosità».
(15:14)

confucio
Le virtù dell'Umanità

confucio
Fang Chi interrogò il Maestro sulla virtù dell'umanità.Il Maestro disse: «Amare il prossimo».
Fang Chi interrogò il Maestro sulla conoscenza. Il Maestro disse: «Conoscere e comprendere il prossimo».
(12:22)

confucio
Fang Chi interrogò il Maestro sulla virtù dell'umanità.
Il Maestro disse: «A casa essere rispettosi; nei trattare gli affari essere riverenti, e nei rapporti con gli altri essere leali. Persino se si vive fra i barbari, non si può rinunciare a queste qualità».
(13:19)

confucio
Zhong Gong interrogò il Maestro sulla virtù dell'umanità.
Il Maestro disse: In pubblico, comportati come se accogliessi un ospite dì riguardo; tratta la gente come se stessi celebrando un sacrificio importante: non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te. Non sorgeranno così ostilità nei tuoi riguardi né nello Stato né nelle grandi famiglie».
(12:2)

confucio
Il Maestro disse: «Per quanto riguarda la virtù dell'umanità non si deve cedere neppure davanti al proprio maestro».
(15:35)

confucio
Zigong chiese della virtù dell'umanità.
Il Maestro disse: «L'artigiano che desidera eseguire bene il suo lavoro, deve innanzi tutto affilare i suoi arnesi. Così, chi risiede nello Stato, serva i dignitari più virtuosi e faccia amicizia con i letterati dotati di umanità».
(15:)

confucio
Yan Yuan interrogò il Maestro sulla virtù dell'umanità.
Il Maestro disse: «Disciplinare se stessi e ritornare alle norme di condotta tradizionali (i riti) significa possedere l'umanità. Se per un solo giorno ognuno disciplinasse se stesso e ritornasse alle norme di condotta tradizionali tutto il mondo ritroverebbe l'umanità. Il possesso della virtù dell'umanità dipendee sclusivamente da se stessi e non dagli altri».
Yan Yuan chiese allora come procedere.
Il Maestro disse: «Ciò che è contrario alle norme di con tradizionali non lo guardare; ciò che è contrario alle norme di condotta tradizionali non lo ascoltare; ciò che è contrario alle norme di condotta tradizionali non lo dire. Ciò che è contrario alle norme di condotta tradizionali non lo fare. »
(12:1)

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Sima Niu chiese sulla virtù dell'umanità.
Il Maestro disse: «Essere cauti nel parlare significa possedere l'umanità».
Allora», replicò l'altro, «chi parla con cautela può dirsi che possieda l'umanità?».
Il Maestro disse: « Agire è difficile. Come non essere cauti quando si parla»?
(12:3)


Zigong chiese: «Se ci fosse un uomo che si dedicasse al bene del popolo e che si preoccupasse delle moltitudini, che ne diresti? Si tratta di un caso di umanità?».
Il Maestro disse: «Qui non si tratta solo di umanità, ma di ! Gli stessi antichi sovrani Yao e Shun si afflissero per arrivare a tanto! D'altronde, chi possiede l'umanità rende autonomi gli altri in quanto desidera egli stesso essere autonomo; fa progredire gli altri in quanto desidera progredire stesso. 
La capacità di valutare gli altri partendo da se i si può definire il criterio dell'umanità».

(6:28)


Il Maestro disse: «L’uomo risoluto, costante, semplice, attento nel parlare è vicino alla virtù dell'umanità.»
(13:27)


Il Maestro disse: «Senza umanità, non si possono sopportare a lungo le difficoltà, né si può godere a lungo della felicità. 
Chi possiede l'umanità è soddisfatto dell'umanità; chi possiede la sapienza si avvantaggia dell'umanità. »
(4:3)


Il Maestro disse: Solo chi possiede l'umanità è capace di amare e di odiare gli uomini.»
(4:3)


Il Maestro disse: «Se sei determinato nella virtù dell'umanità, non vi sarà spazio per il male. »
(4:4)


Zizang, interrogò Confucio sulla virtù dell'umanità.
Confucio disse: «L'umanità significa essere in grado di mettere in pratica le cinque grandi virtù nel mondo. »
Zizang chiese maggiori dettagli.
Il Maestro disse: «Rispetto, tolleranza, fedeltà, alacrità, generosità. Se si è rispettosi non si è disprezzati, se si è tolleranti si ottiene il consenso, se si è sinceri si merita la fiducia, se si è alacri si consegue il successo, se si è generosi si è in grado di disporre dei servizi degli altri».
(17:6)

I
l Maestro disse: «E lontana la virtù dell'umanità? Essa c'è già se la si desidera».
(7:29)


Zizhang chiese: «Come deve essere il signore perché si ire che sia riuscito?».
Il Maestro chiese: «Che intendi per "riuscito"?».
Zizahang rispose: «Significa essere certamente conosciuti sia nel paese che nella famiglia».
Confucio osservò: « Ma questa è piuttosto fama, non essere riusciti.
"Riuscire" si adatta a colui che sia retto di natura ed ami la giustizia, che sia attento alle parole e all'aspetto altrui, che sia ansioso di essere modesto. Questi è destinato a riuscire e nel paese e nella famiglia. Per "fama" si ci riferisce a colui che si ammanta di umanità nelle apparenze e mentre la viola nel proprio comportamento. Senza dubbio, questi è destinato ad essere noto e nel paese e nella famiglia».
(12:20)


Zixia disse: «L'umanità consiste nello studio esteso e nella determinazione sincera, nell'essere pronti a domandare e nel riflettere su ciò 
che è a portata di mano».
(19:6)

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