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Tradizione di Natale 
Altre figure e simboli 

Nel presepe ricorre la figura emblematica della coppia, in genere rappresentata dall'adulto o dal vecchio che, con atteggiamento protettivo, accompagna il bambino, indicandogli la Sacra Famiglia, o gli giunge le mani in segno di
preghiera, oppure partecipa con sguardo affettuoso e comprensivo allo stupore mostrato dal fanciullo.
Il messaggio religioso è palese, verte sull'impòrtanza di tramandare la Buona Novella, è un invito ad assumersi la responsabilità di educare i fanciulli al messaggio evangelico.
Alcune figure del presepe sono colte dallo stupore, dalla meraviglia, emozione che viene trasmessa dallo sguardo
ma anche e soprattutto dalle braccIa aperte, alzate, gesto naturale in chi manifesta gioia ma anche rituale in chi
prega. L'incredulità può nascondere anche un moto: di forte timore o addirittura di paura che, nel presepe siciliano, ha dato vita a una figura ben precisa: "Iu spavintatu".
Altre figure manifestano un atteggiamento consapevole, di adorazione, in cui il corpo è proteso nella contemplazione, lo sguardo concentrato sul Bambino.
Ci sono poi gli offerenti, coloro che portano i doni, in un reciproco scambio di amore fra Colui che dona la propria vita per la salvezza degli uomini e gli umili personaggi che popolano il presepe: i pastori con i prodotti del loro lavoro, più spesso con gli agnelli (non a caso, visto che Gesù è Agnello di DIo), i contadini con cesti variopinti di frutta e di verdura, e cosi via; ognuno offre, ciò che ha: il dono diventa così, per il fedele, testimonianza tangibile della propria vita da offrire a Dio.
Presente nella forma di un laghetto, di un ruscello, di un pozzo, l'acqua è simbolo di purificazione: specialmente nel caso del pozzo che allude al fonte battesimale.
Nell'acqua si può anche vedere un richiamo al primo miracolo di Gesù, in occasione delle nozze di Cana.
Anche il fuoco è rivestito della stessa carica simbolica, sia che brilli in un bivacco di pastori, riscaldi una casa o arda in un forno. La valenza simbolica di questi due elementi è antichissima e precedente all'awento del Cristo.
Lungo il fiume o sulle rive del laghetto compaiono spesso pescatori, oppure presso la capanna o in cammino verso di essa sono posti offerenti che portano ceste di pesci o di pani: in queste figure si può forse vedere un accenno alla miracolosa moltiplicazione dei pani e dei pesci avvenuta sulle rive del Mare di Galilea; in particolare, poi, il pane rimanda all'Ultima Cena e all'istituzione dell 'Eucaristia.
Compare spesso, nei presepi che presentano corsi d'acqua, un ponticello che unisce le due sponde; è un elemento
che a prima vista sembra semplicemente tratto dall'ambiente, posto lì per svolgere la sua naturale funzione di superamento del fiume. Ed è vero, ma nel presepe diventa anche simbolo di passaggio da una condizione a un'altra
dell'esistenza umana. Già presente nella mitologia e in diverse tradizioni relìgiose il ponte allude ai riti di iniziazione, al passaggio dalla vita alla morte, alla conquista della fede.

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